E Adesso censurate anche questo

Apprezzo molto il lavoro di Claudio Messora che porta avanti sul suo blog, http://www.byoblu.com, un servizio giornalistico invidiabile in quanto a mezzi e serietà.
Questo video, pubblicato sul suo blog e su youtube, è stato oggetto di una censura inspiegabile da parte dello staff della piattaforma video che l’ha considerato lesivo salamadonna di cosa.
Rispondo quindi volentieri all’appello del blog byoblu.com pubblicando in sua vece il contenuto dell’intervista.
Chiaramente i diritti sono e restano di proprietà dell’autore che ne ha concesso l’uso libero per questa campagna di protesta.

Ormai è chiara la posizione del Governo: per non fare dei torti alla Lega Nord, attuale ago della bilancia della stabilità governativa della maggioranza in carica, si è deciso di bruciare qualche centinaio di milioni di euro pur di penalizzare al massimo i referendum per l’abrogazione della legge elettorale, quella stessa legge definita UNA PORCATA dal suo promotore leghista CALDEROLI.

Perchè la Lega non vuole che passi il referendum:

Intanto la legge attuale, il cosiddetto Porcellum.

La modifica del referendum andrebbe verso un bipartitismo spinto dove il premio di maggioranza non andrebbe alla coalizione, ma al singolo partito. Per cui ci si troverebbe nella situazione in cui la Lega non conterebbe più una fava: con l’8% di consensi verrebbe tagliata fuori dal centrodestra dopo la fusione tra FI e AN, assieme a tutti gli altri partiti minori con il rischio di perdere comunque voti dirottati verso il cosiddetto “voto utile”.

Sebbene la attuale legge lettorale faccia abbastanza schifo in quanto de facto riduce i cittadini a semplici supporter di una fazione avallando o no le scelte fatte dalle segreterie in merito alle persone da mandare in parlamento con il tristo sistema delle candidature in più collegi, per lo meno non consente la supremazia di un singolo partito. Se dovesse passare questa modifica alla legge, un singolo partito potrebbe conquistare la maggioranza assoluta e governare in barba al pluralismo parlamentare che è garanzia di democrazia.

Onestamente temo come la peste una situazione in cui FI e il suo caudillo Berlusconi possa manovrare liberamente le sorti del paese per 5 anni senza temere franchi tiratori e crisi interne.

Ma stiamo divagando.

A prescindere dalle conseguenze istituzionali di questa o quella variante, fa stupire come in nome degli interessi di partito, anzi!, di un partito che rappresenta l’8% degli italiani, si rinunci alla possibilità di risparmiare denaro pubblico accorpando amministrative, europee e referendum in un’unica tornata elettorale.

Ah, Lombroso....

Ah, Lombroso....

Per raggiungere questo scopo l’On. Cota si è lanciato in una serie di sproloqui e carpiati dialettici pur di giustificare le scelte del proprio partito. Una su tutte: “non si può obbligare la gente a votare per un referendum, bisogna garantire il diritto ai cittadini di non esercitare il voto”.  Non commento nemmeno, perchè in una frase è racchiuso tutta l’essenza meschina di gente che con il tricolore ci si puliva il culo. La costituzione sancisce e garantisce che l’istituto del referendum sia incentivato e promosso. Il voto è un diritto. Il non voto no. E’ un diritto VOTARE NO. Ma si presuppone che si sia disposti ad accettare il verdetto delle urne. E invece questi dittatori dello stato di bananas si fanno beffe della nostra costituzione e lavorano per invalidare un referendum con il danno collaterale di far spendere tempo e (tanti) denari pubblici alla collettività.

Dice Tito Boeri, su LAVOCE.INFO

Il Governo ha tempo fino a domani per decidere se tenere in un’unica consultazione, in un unico election day, elezioni europee, amministrative e referendum sulla legge elettorale. Lo stato risparmierebbe 173 milioni (stime, probabilmente per difetto, del Ministro Maroni che, più da esponente di un partito che da Ministro, si è speso molto per non fare l’election day), e i cittadini risparmierebbero altri 200 milioni di costi indiretti. In totale 373 milioni: uno spreco di risorse che non possiamo permetterci soprattutto dopo il terremoto in Abruzzo.
Un Governo responsabile dovrebbe prenderne atto, tenere conto del plebiscito che sul web c’è stato in questi settimane a favore dell’election day e, dunque, cambiare la data del referendum.
Eppure quello che si profila all’orizzonte è un “compromesso” molto costoso per i contribuenti e per chi ha bisogno di aiuto dallo Stato: il referendum sulla legge elettorale si dovrebbe tenere il 21 giugno con il secondo turno delle amministrative. E’ un compromesso che costerebbe al contribuente circa 300 milioni, tra costi diretti e indiretti. Infatti, il ballottaggio in Italia, in genere, coinvolge un terzo dell’elettorato potenziale e solo i collegi in cui ci sono elezioni provinciali e in cui si vada al ballottaggio. Secondo le nostre stime, solo 21 delle 63 province potenzialmente coinvolte, torneranno a votare a due settimane dal voto alle europee. Le altre 88 province italiane (81 per cento del totale) saranno chiamate a votare unicamente per il referendum. Di qui lo spreco enorme di risorse che si avrebbe anche in questo caso.
Ma che razza di compromesso è questo? Qui stiamo barattando una soluzione che fa risparmiare soldi allo Stato e tempo e denaro alle famiglie con una soluzione che costa ai contribuenti e a chi va a votare – e che per giunta riduce la partecipazione al voto, uno dei valori conclamati nella nostra Costituzione – pur di fare un piacere a un partito. E perché gli italiani tutti devono subire il diktat di un partito, votato dall’8 per cento dei cittadini? E’ un compromesso inaccettabile soprattutto dopo il terremoto.

Dove il buon Giuliani spiega a Claudio Messora del blog Byoblu.com come il suo sistema sia studiato anche da altri paesi e come riceva incoraggiamenti da TUTTI TRANNE CHE DAGLI ACCADEMICI NOSTRANI i quali, probabilmente, temono di veder venire meno il loro prestigio e di veder sminuito il loro ruolo all’interno della macchina del disastro naturale.

Sig. Boschi, non so se lei vende sismografi, ma anche se fosse non servono a nulla se mi devono solo dire “ehi! C’è stato un terremoto alle ore x del grado y”. Forse le ruga perchè nell’85, grazie a una sua “previsione” basata su suoi dati statistici l’allora ministro per la protezione civile  Zamberletti si beccò una denuncia per procurato allarme per aver fatto evacuare 100.000 persone alla Garfagnana per un sisma mai verificatosi. Ora quell’episodio è archiviato come “una prova” e più nessuno vuole sapere di previsioni e premonizioni, ma l’On. Zamberletti occupa ancora oggi un posto di rilievo nella filera della calamità naturale. D’altra parte 20 anni fa le previsioni si basavano su una sequenza di scosse simili a una precedente che era stata seguita da un sisma. Quindi si poteva dare l’allarme. Oggi, dopo 20 ANNI DI RICERCA e in presenza di un indicatore in più (‘sto benedetto RADON) non si possono fare.

Mah.

Ho sempre più la sensazione che non ci sia NESSUNA intenzione di prevenire un terremoto e di limitarne i danni, altrimenti come facciamo a tenere alto il PIL? Come facciamo a distribuire regalìe e prebende sotto forma di consulenze e appalti per la ricostruzione? E come farebbe il buon Bertolaso a mantenere questa posizione privilegiata di deus ex machina e raccogliere fondi per la SUA protezione civile (la stessa che la notte del terremoto, prima che accadesse l’evento sismico fatale, mandava incaricati in giro per le strade a far rientrare in casa la gente che dormiva in macchina – a questo proposito leggetevi e ascoltale l’intervista sempre del buon Messora a una cittadina del luogo)?
Mi ricorda un po’ quanto accadde con la teoria antitumorale del Dott. Di Bella: di fronte alla novità che avrebbe stravolto una buona parte dell’impianto esistente della cura del cancro si preferì affossare il tutto in una maniera goffa e senza vergogna senza nemmeno prendersi la briga di VERIFICARE L’ATTENDIBILITA’ DELLA NUOVA TEORIA. Ma anche in quel caso ci sarebbero stati troppi “baroni” che avrebbero visto sminuita la loro condizione di luminare emerito e molti “businessman” del chemioterapico avrebbero visto ridursi le loro stock option.

La sostanza è sempre una: per questa gente siamo carne da cannone. Pecoroni sacrificabili sull’altare del profitto e della gloria (la loro, sia chiaro).


L’informazione assassina
di byoblu | del pubblicato il 17/04/2009

Tieniti aggiornato su : http://www.byoblu.com


Appello alle mafie: finanziate Giuliani!
di byoblu | del pubblicato il 19/04/2009

Tieniti aggiornato su : http://www.byoblu.com

L’ho ascoltato una infinità di volte.

La scossa di Sulmona l’ha prevista. E l’ha annunciata. Si è verificata. L’hanno denunciato.

La scossa de L’Aquila l’ha vista arrivare e non ha potuto fare nulla, grazie alla denuncia.

Eppure il mondo scientifico si affanna a precisare che ha sbagliato di una settimana e che la scossa lui l’ha prevista a Sulmona invece che a L’Aquila. In linea d’aria le due località non distano più di 60 Km e per la previsione di un terremoto che tutti definiscono IMPREVEDIBILE mi sembra già una discreta precisione. Visto che poi ci ha pure preso, stando alle sue dichiarazioni, sui tempi…

Il problema è che sti tromboni accademici mi fanno venire il sangue amaro: invece di saltare sulle piume di Giuliani e strapparselo dalle mani a suon di cattedre, borse di studio, offerte di ricerche e quant’altro come dovrebbe accadere in un paese serio (perchè metti caso che per puro culo abbia anche solo un minimo di ragione ci troviamo in mano la scoperta del secolo che i Giapponesi ci coprirebbero d’oro per poter avere), questi fanno fronte comune per dire che è un cialtrone, che le sue previsioni non sono scientifiche, che un semplice tecnico di laboratorio dovrebbe stare al suo posto…

PALLONI GONFIATI! SEPOLCRI IMBIANCATI!

SE QUESTO E’ IL VOSTRO SPIRITO SCIENTIFICO, ANDATE A ZAPPARE LA TERRA!

Non parliamo poi del lurido spettacolo degli sciacalli che hanno iniziato ad arrivare sul posto: Il Nano, le sue ballerine, i Bertolaso imperatori della maceria e della ricostruzione elettorale.

E questi signori discutono di ampliamenti del 20% delle abitazioni che quelle nuove sono venute giù come cartapesta e propongono centrali nucleari in Italia?

Cliccate sull’immagine per andare a vedere il significato dei valori e poi mettete le puntine dove vorreste fare una centrale nucleare o un deposito di scorie radioattive.

soldi_veriAh Silvio, non ti credono nemmeno più quelli di confindustria.

Abbiamo dato soldi veri, 140 milioni di euro destinati alle zone sottosviluppate, al comune di Catania per tappare la voragine di bilancio lasciata da due allegre gestioni Scapagnini, il tuo medico di fiducia che ti passa gli antiossidanti e il viagra.

Daremo soldi veri, qualche centinaio di milioni di euro, per non accorpare elezioni e referendum in nome di uno squallido calcolo politico.

Daremo soldi veri per consentire degli ampliamenti edilizi a chi di soldi ne ha (perchè chi non ha i soldi per arrivare a fine mese non pensa di ampliarsi la casa) già per far ridere nuovamente sti palazzinari delle palle, unico settore, quello del tondino e del calcestruzzo in mano per buona parte a mafiosi e paramafiosi e con un contenuto tecnologico fermo all’età della pietra. Silvio: ti faccio una rivelazione. Un cementificio funziona con lo stesso sistema da circa 100 anni. Il massimo della ricerca è capire come usare le ceneri degli inceneritori nei calcestruzzi senza che la gente si ammali troppo in fretta. Il tondino è così anche lui da 100 anni e fischia.

Se proprio non riusciamo a svincolarci dal PIL in eterna crescita, è possibile che non si riesca a incentivare un settore ad alto contenuto tecnologico, dove si sviluppi conoscenza, sapere, know how? No. Soldi a fondo perduto per fare cemento, tondini e automobili, forni a 4 ruote vecchi di 100 anni con attorno un fottio marchingegni per ottimizzare un prodotto fallimentare.

Però non possiamo aspettrci altro, fino a quando al potere ci saranno dei vecchi balordi pieni di cocaina e viagra con un’aspettativa di vita di 10 anni.

Mio figlio di 2 anni li ringrazia anticipatamente per il deserto che troverà tra qualche anno.

…fanculo…

Ieri il Blog di Beppe Grillo ha pubblicato un’intervista a Gioachino Genchi.

Due cose non si commentano: il contenuto della dichiarazione e il silenzio mediatico che ne è seguito.

Intervista a Gioacchino Genchi:

“Io svolgo l’attività di consulente tecnico per conto dell’autorità giudiziaria da oltre vent’anni, lavoro nato quasi per caso quando con l’avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.
Per cui per l’accertamento della verità, nel processo penale, accertamento della verità significa anche a favore dell’indagato o dell’imputato, il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all’interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Abbiamo svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo esterno per il Pubblico Ministero, contenuto forse scevro da influenze del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi, magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in parlamento, al contrario.

Il ministro Brunetta non poteva non riferire che la concessione dell’aspettativa non retribuita che io avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari organi dello Stato, dal Ministero dell’Interno, dal Ministero della Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di Berlusconi, la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo pericolo nazionale, cioè una persona che da vent’anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.

Forse per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa simpatica (è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l’assurdo!

Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell’ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l’altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un’altra persona.

No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell’indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare agli italiani? Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di lavoro o che sono disoccupati? Che c’è una crisi economica? Ma perché mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?

Quelli che hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell’inchiesta Why not.

Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati… chiariremo tutto! Dalla prima all’ultima cosa. Questa è un’ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni considerati i risultati che c’erano stati, Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura di Roma c’entra come i cavoli a merenda. C’entra perché l’ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex, ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro, dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente mandato a Salerno.
Perché in quei tabulati c’è la prova della loro responsabilità penale. Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe potuto conoscere quei tabulati e quello che c’era, non li manda al procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia attività ma li manda a Roma che non c’entra niente.

Quindi si va a paracadutare questi tabulati sbagliando l’atterraggio perché in una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l’altro in quei tabulati c’erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando. Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma. Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia all’epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che all’epoca si chiamava Gico l’organo che fece quelle attività, adesso si chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.

In ultima analisi dico che io sono comunque fiducioso nella giustizia. Hanno cercato di mettermi tutti contro, hanno cercato di dire ad esempio, nel momento in cui c’era un rapporto di collaborazione con la procura di Milano anche fra De Magistris e la procura di Milano, un’amicizia personale fra De Magistris e Spataro, che siano stati acquisiti i tabulati di Spataro. Assurdo! Non è mai esistita un’ipotesi del genere. Nemmeno per idea! Come si fa a togliere a De Magistris l’appoggio della magistratura associata? Diciamo che ha preso i tabulati di Spataro. Come si fa a mettere il Csm contro De Magistris? Diciamo che ha preso i tabulati di Mancino.

Adesso i Ros dicono che nei tabulati che io ho preso ci sono, non so quante utenze del Consiglio superiore della magistratura. Non abbiamo acquisito tabulati del Csm, sono i signori magistrati di cui abbiamo acquisito alcuni tabulati, quelli sì, tra cui alcuni della procura nazionale antimafia ben precisi, due, solo due, che hanno contatti col Csm.

Ha inquisito il Quirinale! Ma quando mai? Se però qualcuno del Quirinale ha chiamato o è stato chiamato dai soggetti di cui ci siamo occupati validamente, bisogna vedere chi dal Quirinale chi ha avuto contatti con queste persone, ma io non ho acquisito i tabulati del Quirinale. A parte che se fosse stato fatto sarebbe stata attività assolutamente legittima perché, sia chiaro, le indagini in Italia non si possono fare soltanto nei confronti dei tossici e magari che siano pure extracomunitari, oppure quelli che sbarcano a Lampedusa nei confronti dei quali è possibile fare di tutto, compresa la creazione dei lager.

La legge è uguale per tutti. Tutti siamo sottoposti alla legge! Perché sia chiaro. Questo lo devono capire. Nel momento in cui a questi signori li si osa sfiorare solo da lontano, con la punta di una piuma, questi signori si ribellano e distruggono le persone che hanno solo il coraggio di fare il proprio lavoro.
Gli italiani questo l’hanno capito. E hanno capito che questo dottor Genchi di cui hanno detto tutte le cose peggiori di questo mondo… e io adesso pubblicherò tutti i miei lavori, dal primo sino all’ultimo pubblicherò tutte le sentenze della Corte di Cassazione, delle Corti d’Appello, delle Corti di Assise, dei tribunali che hanno inflitto centinaia e centinaia di anni di carcere col mio lavoro.
Ma le sentenze di cui io sono più orgoglioso non sono le sentenze di condanna, ma sono le sentenze di assoluzione! Sono quelle persone ingiustamente accusate anche per lavori fatti dal Ros che sono state assolte grazie al mio lavoro e che rischiavano l’ergastolo! E che erano in carcere. Persone che erano in carcere perché avevano pure sbagliato l’intestatario di una scheda telefonica. E adesso questi signori vengono ad accusare me di avere fatto lo stesso lavoro che loro… ma non esiste completamente!
Tutte queste fandonie e la serie di stupidaggini che sono state perpetrate addirittura in un organismo che è il Copasir! Che si deve occupare dei servizi di vigilanza sulla sicurezza, non sui consulenti e sui magistrati che svolgono la loro attività sui servizi di sicurezza! Noi abbiamo trovato delle collusioni di appartenenti ai servizi di sicurezza, con delle imprese che lavorano per i servizi di sicurezza, che lavorano nel campo delle intercettazioni, che costruiscono caserme con appalti dati a trattativa privata per milioni di euro, noi stavamo lavorando su quello! Stavamo lavorando su quello e ci hanno bloccato perché avevano le mani in pasta tutti loro! Questa è la verità.

Questa è la verità e adesso mi hanno pure dato l’opportunità di dirla perché essendo indagato io non sono più legato al segreto perché mi devo difendere! Mi devo difendere con una procura che non ci azzecca nulla con la competenza, la procura di Roma, mi difenderò alla procura di Roma.

Però sicuramente la verità verrà a galla! E non ci vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto semplici. Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina, quando fu intercettato prima che De Magistris iniziasse le indagini, ma sono chiarissime! E l‘attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D’Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D’Amelio numero diciannove dov’è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l’ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l’occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D’Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata.”

Il commento dal Blog di Grillo.

E ci risiamo. Quando due nani con manie di grandeur si incontrano, il cocktail non può essere che esplosivo e il cetriolo è già all’altezza giusta per i nostri deretani.

Lo so che adesso si scatenerà la ridda dei commentatori tuttologi e filosofi del si o no al nucleare, ma io mi soffermerei su un piccolo dettaglio: può un governo andare contro un referendum popolare? Insomma: seppure sull’onda emotiva (perchè la nuvola di Chernobyl è stata solo frutto di un’emozione e gli aumenti di problemi alla tiroide nelle donne oggi non è nemmeno per sogno riconducibile a quel fenomeno emotivo) di un grave incidente nucleare, il paese ha detto no alle centrali atomiche. Punto. Io non sono un giurista e non conosco la materia, ma è possibile che, a parte l’essere a favore o contro, non ci sia prima uno scoglio legislativo a questa decisione?

Siccome non voglio essere tacciato di ambientalismo aprioristico e disfattista, darò per scontata una cosa: le centrali nucleari attuali sono intrinsecamente sicure (non è possibile, ma voglio crederci).

Adesso alcune riflessioni oggettive e non emotive.

  • Le centrali andranno a regime teorico nel 2020. Essendo in Italia saranno pronte nel 2030, quando (si spera) una buona parte dei mammuth che hanno condotto l’operazione saranno sotto terra vicino alle scorie delle centrali degli anni ’80. Fino ad allora che cazzo faremo? Bruceremo petrolio come sempre e in più ne consumeremo ancora di più perchè la costruzione di una centrale nucleare è dispendiosa in termini energetici, e in più ipotecheremo un consumo di petrolio futuro per il decommissioning delle centrali stesse.
  • L’energia elettrica prodotta dalle centrali a livello mondiale copre il 6,5% del fabbisogno complessivo. Ci sarà un motivo oltre una semplice questione psicologica. Il motivo è molteplice: i costi, il ROI pessimo, la difficoltà di approvvigionamento del materiale fissile, la disponibilità di siti di stoccaggio delle scorie. Certo è che se si ragiona come quel fenomeno di Tullio Regge, altro mammuth che farebbe bene a tacere, per cui le scorie vanno interrate nel sahara allora è tutto semplice, ma non mi sembra corretto andare a scaricare la nostra monnezza della peggior razza in un paese che ha già soportato ogni sorta di vilipendio in nome del nostro benessere. Ah Tullioooo! Ma a te la morale e l’etica ti fanno schifo?
  • L’uranio da Miniera a livello mondiale ad oggi soddisfa solo più il 50% del fabbisogno complessivo attuale mentre il restante materiale fissile deriva dalla dismissione degli arsenali nucleari (Studio ASPO). Inoltre le risorse attuali consentirebbero uno sfruttamento futuro per un massimo di 25 anni se l’uranio divenisse una fonte massiva come il petrolio (Sempre fonte ASPO).
  • The oft-hailed ‘Nuclear Renaissance’ has run into major problems. A large-scale program to make a serious impact on climate change, like 1 gigaton CO2 reduction (of the 7 Gig reduction needed), would involve 700 one-gigawatt nuclear power plants in addition to more plants for replacing existing aging plants, since many plants are approaching retirement age (see charts showing average age of plants, and estimated retirement dates). This implies building 21 one-gigawatt plants per year over the coming 50 years, as well as investing in 11 to 21 fuel enrichment plants, 18 fuel element factories, 10 Yucca mountains to store the spent fuel, and 5 times the current uranium mining capacity. A simple EROI model shows that such a program will only start to make a net CO2 reduction, and start to make money from the program as a whole, after 32 years – if it’s on schedule and all goes well.

    Current experience with new plants shows they are still over budget and behind schedule, even in early stages of construction (Finland plant example – several reactors under construction). These lengthy construction times, high costs, and high level of uncertainty will make investment money difficult to find, especially at a time when financial risk management and obtaining loans has become a major problem.

    The U.S. largely ended nuclear plant construction in 1973 when financial credit dried up.

    In the present financial environment, no private company can find the capital to build nuclear plants without government help, and governments are increasingly strapped as well. Note that Barcelona has a half-dozen huge new buildings that have been abandoned as no capital is available to complete construction.

    The presenter shows EROI analysis for nuclear plants and materials – 20,000 tons of steel, 500,000 tons concrete etc. and estimates energetic payback time. He quotes a University of Sidney study which shows it takes 7.9 to 14 years to get net energy back, and an EROI in the range of 3:1 to 4:1. In the previous example of building 21 nukes per year, it will take 27 years before (positive) net energy comes from the system. (VII ASPO Conference Barcelona 2008)

    In sostanza si dice che il ritorno dell’investimento energetico nel nucleare è intorno al 3-4:1, ovvero servono 1 unità di petrolio per produrre l’equivalente di 3-4 unità energetiche di petrolio dal nucleare, che è al di sotto della soglia per cui una società come la nostra si può sostenere mantenendo questo stile di vita. Si dice inoltre che, visto che le centrali esistenti sono alla fine del loro ciclo, per produrre una sensibile riduzione dei gas serra servirebbero 700 nuove centrali da 1 GW oltre che fino a 21 nuovi impianti di arricchimento, 5 Yucca Mountains per stivare le scorie oltre che una capacità estrattiva dell’uranio 5 volte superiore a quella attuale. Tutto questo pensando di lavorare per i prossimi 50 anni. Facendo un’analisi di ritorno energetico, questi investimento inizierebbe a produrre un’effettivo beneficio in termini di CO2 e di energia dopo 32 anni.

Ora, possiamo dire quello che vogliamo, ma i dati sono incontrovertibili: se i conti invece che gli economisti (e stiamo pagando sulla nostra pelle OGGI le idee degli economisti di ieri) li facessero gli esperti di energia i nostri due puffi potrebbero andare a metterselo in quel posto il loro nucleare.

Poi, per carità, la crisi petrolifera è in agguato, il picco del petrolio è stato passato e il problema è caldo, ma non credo che si possa risolvere con un investimento di questo tipo, quando per fare una centrale si brucia petrolio, perchè la nosta industria è fondata sul petrolio, sui combustibili derivati dal petrolio, non sui combustibili fissili. Se si capisce questo paradosso energetico si capisce anche che questi non sanno nemmeno di cosa parlano. Esempio del cazzo, ma esaustivo: scarseggia il petrolio per cui ho difficoltà a reperire il gasolio perchè costerà un occhio della testa o perchè non ce ne sarà a sufficienza per tutti. I materiali per costruire la mia centrale nucleare come li porterò sul posto? Con un camion con una prolunga di qualche centinaio di chilometri? L’uranio dalle miniere, ammesso che se ne trovi ancora facilmente accessibile, lo caveremo con i macchinari a carbone? O con un piccolo generatore nucleare portatile?  La nostra struttura economica globale dipende dal petrolio. Tutta. Le infrastrutture sono fatte per il petrolio e i suoi derivati. Sveglia gente. Non fatevi ciulare da queste sirene in malafede.

NUKE SUCKS!

Il Blog di Beppe Grillo: Il nucleare sicuro.

Dal blog di Beppe Grillo:

Il Senato ha approvato il filtraggio dei siti con l’emendamento D’Alia, senatore UDC e compagno di banco di Cuffaro. Se, in futuro, un blogger dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Di leggi ingiuste ne sfornano una al giorno. C’è solo l’imbarazzo della scelta. La prima è stata il Lodo Alfano e l’ultima la denuncia da parte dei medici dei clandestini che si fanno curare. La legge D’Alia può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque questo si trovi, anche se all’estero. In pratica schierano i server alle frontiere invece che gli eserciti.

Come a tutte le malattie stupide, create da menti incompetenti e sempre un passo indietro rispetto al mondo, c’è l’ovvio vaccino: OpenDNS e l’uso di un proxy esterno.

Premettendo che non sono a favore di chi fa apologia di reato, in rete quanto in TV (incitare a tirare fuori i mitra non è apologia di reato Mr. Bossi? L’apologia del fascismo una volta non era reato, cazzo di naziskin?), sono sconvolto dalla faccia tosta di questi governanti da quattro soldi. Il nostro Paese sta sprofondando nel debito e nella disoccupazione più nera e questi fetenti trovano il tempo di trastullarsi con cazzate simili.

Signori, questa è censura bella e buona. Basterà fare una legge che consideri reato qualcosa di non gradito e zacchete! La rete sarà azzittita con tutti i bloggers e media indipendenti.

OPPOSIZIONEEEE! DOVE CAZZO SEI, VELTRONI! SEI TROPPO IMPEGNATO A FLIRTARE CON IL NANO MALEFICO?

…non mi sente… vabè, avrà già installato il filtro.

Il filtraggio prospettato da questi poveri mentecatti può avvenire in due modi: filtrando gli IP o filtrando le richieste DNS.

Quello che segue è un sunto assolutamente non tecnico, fatto da un non tecnico e assolutamente perfettibile. A mio avviso però ci da un’idea del problema e delle soluzioni.

Nel secondo caso, quando voi digitate nel browser http://www.apologiadireato.com (nome fittizio non esistente), inviate una richiesta al DNS server del vostro provider che si preoccupa di tradurre il nome del sito in un indirizzo IP tipo 123.456.789.000 e vi collega al sito richiesto. Con questa legge il vostro provider è tenuto a filtrare tutte queste richeste per cui in teoria non riuscireste a connettervi al sito incriminato e oscurato. Per aggirare il blocco censorio “a norma di legge” basta impostare la vostra connessione internet in maniera che utilizzi un server DNS fuori dal territorio italiano che pertanto non  sia soggetto all’oscuramento.

Se poi fossero veramente incavolati e ci bloccassero l’IP in uscita possiamo ricorrere a una proxy esterno, ovvero un server che richiede il sito a nome nostro e ce lo invia, con la differenza che per il nostro provider internet noi risulteremo collegati al proxy e non al sito incriminato e oscurato, il tutto senza infrangere la legge. A questo proposito ci sono dei plugin per firefox o dei programmi esterni tipo proxy switcher (www.proxyswitcher.com) che si preoccupano di gestire la connessione al proxy per noi. Un vantaggio collaterale è l’anonimato che ne risulta: è molto difficile risalire ai visitatori del sito in questione a meno di ottenere i “tabulati” dei proxy, che magari sono in qualche parte del mondo non troppo propensa a collaborare.

A questo punto dovrebbero proprio iniziare una guerra pesante: dovrebbero vietare l’uso di proxy o filtrare tutti i dns server del mondo, ma sarebbe impossibile e inoltre sarebbe chiaro l’intento liberticida e la maschera sarebbe calata.

Chissà come mai non sono così solerti a insidiare la privacy dei paradisi fiscali. Mah.

Buon surfing anonimo e che Dio strafulmini i pedofili sulla rete.

Da “Voglio scendere“, il blog di Marco Travaglio.

Questa è la lettera che Gabriella Nuzzi – pubblico ministero a Salerno, trasferita dal suo ufficio dal Csm su richiesta del ministro Alfano per aver osato indagare sul malaffare giudiziario di Catanzaro che aveva già espulso come un corpo estraneo Luigi De Magistris – ha inviato al presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, annunciandogli le sue dimissioni dal sindacato delle toghe, che si è schierato dalla parte del ministro e del Csm. E’ un documento che parla da sè, per la sua dolente onestà intellettuale e per la sua drammatica rappresentatività della notte che avvolge la nostra democrazia.
m.t.

Alla Associazione Nazionale Magistrati – Roma

“Signor Presidente,
Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati.
Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso.
Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato.
Sono stata, nel generale vile silenzio, pubblicamente ingiuriata; incolpata di ignoranza, negligenza, spregiudicatezza, assenza del senso delle istituzioni; infine, allontanata dalla mia sede e privata delle funzioni inquirenti, così, in un battito di ciglia, sulla base del nulla giuridico e di un processo sommario.

Per bocca sua e dei suoi amici e colleghi, la posizione dell’Associazione era già nota, sin dall’inizio.

Quale la colpa? Avere, contrariamente alla profusa apparenza, doverosamente adottato ed eseguito atti giudiziari legittimi e necessari, tali ritenuti nelle sedi giurisdizionali competenti.
Avere risposto ad istanze di verità e di giustizia. Avere accertato una sconcertante realtà che, però, doveva rimanere occultata.

Né lei, né alcuno dei componenti dell’associazione che oggi degnamente rappresenta ha sentito l’esigenza di capire e spiegare ciò che è davvero accaduto, la gravità e drammaticità di una vicenda che chiama a riflessioni profonde l’intera Magistratura, sul suo passato, su ciò che è, sul suo futuro; e non certo nell’interesse personale del singolo o del suo sponsor associativo, ma in forza di una superiore ragione ideale, che è – o dovrebbe essere – costantemente e perennemente viva nella coscienza di ogni Magistrato: la ricerca della verità.

Più facile far finta di credere alla menzogna: il conflitto, la guerra tra Procure, la isolata follia di “schegge impazzite”.
Il disordine desta scandalo: immediatamente va sedato e severamente punito.
Il popolo saprà che è giusto così.
E il sacrificio di pochi varrà la Ragion di Stato.

L’Associazione non intende entrare nel merito. Chiuso.

Nel dolore di questi giorni, Signor Presidente, il mio pensiero corre alle solenni parole che da Lei (secondo quanto riportato dalla stampa) sarebbero state pubblicamente pronunciate pochi attimi dopo l’esemplare “condanna”: “Il sistema dimostra di avere gli anticorpi”.

Dunque, il sistema, ancora una volta, ha dimostrato di saper funzionare.

Mi chiedo, allora, inquieta, a quale “sistema” Lei faccia riferimento.
Quale il “sistema” di cui si sente così orgogliosamente rappresentante e garante.

Un “sistema” che non è in grado di assicurare l’osservanza minima delle regole del vivere civile, l’applicazione e l’esecuzione delle pene?
Un “sistema” in cui vana è resa anche l’affermazione giurisdizionale dei fondamentali diritti dell’essere umano; ove le istanze dei più deboli sono oppresse e calpestato il dolore di chi ancora piange le vittime di sangue?
Un “sistema” in cui l’impegno e il sacrificio silente dei singoli è schiacciato dal peso di una macchina infernale, dagli ingranaggi vetusti ed ormai irrimediabilmente inceppati?
Un “sistema” asservito agli interessi del potere, nel quale è più conveniente rinchiudere la verità in polverosi cassetti e continuare a costellare la carriera di brillanti successi?

Mi dica, Signor Presidente, quali sarebbero gli anticorpi che esso è in grado di generare? Punizioni esemplari a chi è ligio e coraggioso e impunità a chi palesemente delinque?

E quali i virus?

E mi spieghi, ancora, quale sarebbe “il modello di magistrato adeguato al ruolo costituzionale e alla rilevanza degli interessi coinvolti dall’esercizio della giurisdizione” che l’Associazione intenderebbe promuovere?

Ora, il “sistema” che io vedo non è affatto in grado di saper funzionare.
Al contrario, esso è malato, moribondo, affetto da un cancro incurabile, che lo condurrà inesorabilmente alla morte.
E io non voglio farne parte, perché sono viva e voglio costruire qualcosa di buono per i nostri figli.
Ho giurato fedeltà al solo Ordine Giudiziario e allo Stato della Repubblica Italiana.

La repentina violenza con la quale, in risposta ad un gradimento politico, si è sommariamente decisa la privazione delle funzioni inquirenti e l’allontanamento da inchieste in pieno svolgimento nei confronti di Magistrati che hanno solo adempiuto ai propri doveri, rende, francamente, assai sconcertanti i vostri stanchi e vuoti proclami, ormai recitati solo a voi stessi, come in uno specchio spaccato.

Mentre siete distratti dalla visione di qualche accattivante miraggio, faccio un fischio e vi dico che qui sono in gioco i principi dell’autonomia e dell’indipendenza della Giurisdizione. Non gli orticelli privati.

Non vale mai la pena calpestare e lasciar calpestare la dignità degli esseri umani.

Per quanto mi riguarda, so che saprò adempiere con la stessa forza, onestà e professionalità anche funzioni diverse da quelle che mi sono state ingiustamente strappate, nel rispetto assoluto, come sempre, dei principi costituzionali, primo tra tutti quello per cui la Legge deve essere eguale per deboli e potenti.
So di avere accanto le coscienze forti e pure di chi ancora oggi, nonostante tutto, crede e combatte quotidianamente per l’affermazione della legalità.
Ed è per essa che continuerò sempre ad amare ed onorare profondamente questo lavoro.

Signor Presidente, continui a rappresentare se stesso e questa Associazione.
Io preferisco rappresentarmi da sola”.

Dott.ssa Gabriella NUZZI
Magistrato

enough said…

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