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“Non sta a noi esprimere una valutazione sull’atto di dimissioni. Sono altre le cariche istituzionali che valuteranno il suo gesto. Da parte nostra riteniamo che lei possa e debba proseguire il suo lavoro“. Lo ha detto il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini, parlando in Aula alla Camera rivolto a Clemente Mastella che questa mattina ha annunciato le sue dimissioni da Ministro. Franceschini ha anche espresso “solidarieta’ umana e politica” verso Mastella ed “apprezzamento” per il suo operato da Ministro.

Quello che e’ successo al senatore Mastella e’ di una gravita’ inaudita – dice Silvio Berlusconi – mi dispiace per lui e per sua moglie Sandra e rinnovo a tutti e due l’espressione della piu’ convinta ed affettuosa solidarieta’”.

Sandro Bondi, poco prima in Parlamento aveva sottolineto che “sarebbe ben misera cosa dire oggi che Berlusconi aveva avuto ragione: quello della giustizia in Italia e’ diventato un vero problema“.

D’accordo Gianfranco Fini, secondo cui “c’e’ una parte della magistratura che agisce per ragioni esclusivamente politiche e per ragioni personali”.
E ancora piu’ duro il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini secondo cui in Italia “c’e’ ormai un’emergenza democratica e un impazzimento della magistratura“.Il presidente della Camera Fausto Bertinotti da Caracas manifesta “piena solidarieta’ umana” al ministro della Giustizia Clemente Mastella ed ammonisce: “Bisogna evitare assolutamente conflitti tra la magistratura ed altri poteri“.”Le dimissioni del ministro Mastella sono un segnale di grande disponibilita’ e vorremmo ricordare che non erano per nulla dovute. Noi vorremmo poter investire successivamente sul suo lavoro”. Cosi’ il segretario del Prc Franco Giordano commenta la scelta del Guardasigilli di dare le dimissioni.
Che altro si può aggiungere?
Ah, Si! Che questo è un golpe bello e buono, alla luce del sole e senza clamore. Niente carri armati in piazza.
D’altronde a che servono i carri in piazza e l’esercito in un golpe ai danni degli italiani e non di un governo? Questo è un colpo di mano di un’oligarchia contro le più elementari regole istituzionali e morali. E fin quando avremo la pasta nel piatto, il tivufonino in comode rate, l’Isola dei famosi e il campionato più bello e taroccato del mondo, andrà bene così.
Forse è ora di espatriare.
Magari in Spagna, che c’è il clima buono.
Auguri a tutti.

Come mille visitatori, come mille grazie, come mille e una notte, come i mille di Garibaldi, come Mille e non più mille, come se potessi avere mille lire al mese, come le mille bolle blu, come mille papaveri rossi, come mille giorni di te e di me, come la mille miglia, come un 8xmille con soglia di sbarramento e premio di maggioranza, come un 5xmille che fa gola alle tasche ingorde dei nostri politici, come i Mille splendidi soli di Kaled Hosseini…

E’ vero, in un mezzo come internet che permette la visibilità a milioni di persone mille contatti sono un’inezia, ma se si pensa che altrimenti il tuo pensiero (giusto o storto che sia, per carità) sarebbe rimasto confinato nella cerchia dei tuoi conoscenti (con quanti parliamo di politica, di religione, di giustizia? 10, 20?), per un neofita della blogosfera il sapere che 1000 persone hanno perso tempo per leggere qualcosa di tuo è comunque emozionante.

E allora lasciate che mi auguri “Mille di questi giorni”.

Siamo pronti per un colpo di stato.

Non sentite il tintinnare id sciabole?

No?

Nemmeno io.

Ma.

C’è un ma. Ohibò.

Stando alle voci di internet, in senato (con la minuscola) si stanno già facendo beffe delle 300.000 firme raccolte durante la giornata del V-Day. Ammettiamo anche che non le prendano sul serio (cosa di cui sono convinto), cosa resterà da fare? Una manifestazione ancora più grossa e probabilmente un po’ più incazzata dell’ultima, perchè gli animi saranno belli caldi.

Si raccoglieranno magari 1.000.000 di firme e parteciperanno magari tutti quei poveretti che sono andati a votare a queste ultime primarie per trovarsi Water che inciucia con Truffolo.

Risultato: sarebbe la più grande disfatta per l’estabilishment politico italiano, ma non ci sarebbe un ricambio, non c’è l’uomo forte perchè ci fosse sarebbe già seduto sopra al tritolo. Mi aspetto mesi di valium mediatico, la riesumazione di brigate ross’anarc’insurrezionaliste e nel prossimo futuro un bell’11/9 anche da noi per ricompattare la nazione.

Spero di sbagliarmi.

Come diceva un saggio “Beato l’uomo che vive in momenti storici poco interessanti”.

PECCATO CHE COME IL SOLITO I POLITICI E IL CIRCO MEDIATICO ITALIANO SONO DALLA PARTE SBAGLIATA.

Per chi fosse stato fuori da questo pianeta nell’ultima settimana, sto parlando del VAFFANCULO-DAY promosso lo scorso 8 Settembre da Beppe Grillo.

La manifestazione, nonostante la censura preventiva dei mezzi di comunicazione tradizionale, ha avuto un successo strepitoso e assolutamente inaspettato. Centinaia di migliaia di persone si sono trovate in molte piazze d’Italia e del Mondo affrontando compostamente e in allegria ore di coda per firmare la proposta di legge popolare promossa da Beppe Grillo.

Il tutto dimostra con semplicità, e chi ha partecipato alla manifestazione può confermarlo senza difficoltà, che molti Italiani si sono rotti i santissimi di questa classe politica che ogni giorno ci regala delle perle di impunità sempre più raffinate (vedere Mastella e la sua gita al gran premio di Monza con l’aereo presidenziale).

Quello che mi ha sconvolto è come la classe politica tutta (tranne qualche eccezione come Pecoraro Scanio e Di Pietro) ha fatto quadrato contro la manifestazione tacciando il promotore di qualunquismo, di squadrismo, di antidemocrazia, di demagogia, di infiammare gli animi, appoggiata con un esercizio di penne illustri dalla stampa nostrana che, non potendo ignorare un fenomeno di questa portata, ha iniziato a fare polvere per distogliere l’attenzione dalla cosa importante di questa giornata.

Illustri giornalisti hanno sciupato fiumi di parole senza capire la chiave di interpretazione che dovrebbe far tremare le vene ai polsi a chiunque sia dotato di un minimo di cervello: Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza NON con torce e forconi, lanciando sanpietrini e monetine all’indirizzo dei politici corrotti, ma impugnando uno strumento istituzionale e assolutamente democratico come la proposta di legge popolare.

Chiaro questo punto, è evidente la malafede di questi commentatori prezzolati e piagnoni.

Un esempio illuminante è la saga di Andrea Romano, commentatore de La Stampa di Torino. Se avete voglia leggetevi il suo blog e ridete.

IL SENNO DI POI del 10/9/2007

IL SENNO DI POI del 12/9/2007

IL SENNO DI POI del 13/9/2007

Seguono Eugenio Scalfari, Michele Serra, e tutta la pletora dell’informazione. I commenti dei politici li lascio perdere perchè sono troppi, troppo dementi e troppo autoesplicativi.

Chissà che non sia l’inizio di un nuovo risorgimento.





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