Archive for the ‘torino’ Category

Come mille visitatori, come mille grazie, come mille e una notte, come i mille di Garibaldi, come Mille e non più mille, come se potessi avere mille lire al mese, come le mille bolle blu, come mille papaveri rossi, come mille giorni di te e di me, come la mille miglia, come un 8xmille con soglia di sbarramento e premio di maggioranza, come un 5xmille che fa gola alle tasche ingorde dei nostri politici, come i Mille splendidi soli di Kaled Hosseini…

E’ vero, in un mezzo come internet che permette la visibilità a milioni di persone mille contatti sono un’inezia, ma se si pensa che altrimenti il tuo pensiero (giusto o storto che sia, per carità) sarebbe rimasto confinato nella cerchia dei tuoi conoscenti (con quanti parliamo di politica, di religione, di giustizia? 10, 20?), per un neofita della blogosfera il sapere che 1000 persone hanno perso tempo per leggere qualcosa di tuo è comunque emozionante.

E allora lasciate che mi auguri “Mille di questi giorni”.

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PECCATO CHE COME IL SOLITO I POLITICI E IL CIRCO MEDIATICO ITALIANO SONO DALLA PARTE SBAGLIATA.

Per chi fosse stato fuori da questo pianeta nell’ultima settimana, sto parlando del VAFFANCULO-DAY promosso lo scorso 8 Settembre da Beppe Grillo.

La manifestazione, nonostante la censura preventiva dei mezzi di comunicazione tradizionale, ha avuto un successo strepitoso e assolutamente inaspettato. Centinaia di migliaia di persone si sono trovate in molte piazze d’Italia e del Mondo affrontando compostamente e in allegria ore di coda per firmare la proposta di legge popolare promossa da Beppe Grillo.

Il tutto dimostra con semplicità, e chi ha partecipato alla manifestazione può confermarlo senza difficoltà, che molti Italiani si sono rotti i santissimi di questa classe politica che ogni giorno ci regala delle perle di impunità sempre più raffinate (vedere Mastella e la sua gita al gran premio di Monza con l’aereo presidenziale).

Quello che mi ha sconvolto è come la classe politica tutta (tranne qualche eccezione come Pecoraro Scanio e Di Pietro) ha fatto quadrato contro la manifestazione tacciando il promotore di qualunquismo, di squadrismo, di antidemocrazia, di demagogia, di infiammare gli animi, appoggiata con un esercizio di penne illustri dalla stampa nostrana che, non potendo ignorare un fenomeno di questa portata, ha iniziato a fare polvere per distogliere l’attenzione dalla cosa importante di questa giornata.

Illustri giornalisti hanno sciupato fiumi di parole senza capire la chiave di interpretazione che dovrebbe far tremare le vene ai polsi a chiunque sia dotato di un minimo di cervello: Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza NON con torce e forconi, lanciando sanpietrini e monetine all’indirizzo dei politici corrotti, ma impugnando uno strumento istituzionale e assolutamente democratico come la proposta di legge popolare.

Chiaro questo punto, è evidente la malafede di questi commentatori prezzolati e piagnoni.

Un esempio illuminante è la saga di Andrea Romano, commentatore de La Stampa di Torino. Se avete voglia leggetevi il suo blog e ridete.

IL SENNO DI POI del 10/9/2007

IL SENNO DI POI del 12/9/2007

IL SENNO DI POI del 13/9/2007

Seguono Eugenio Scalfari, Michele Serra, e tutta la pletora dell’informazione. I commenti dei politici li lascio perdere perchè sono troppi, troppo dementi e troppo autoesplicativi.

Chissà che non sia l’inizio di un nuovo risorgimento.

La situazione meglio non può calzare se vista nell’ottica di sviluppo sostenibile e di arroganza della classe politica pronta a immolarsi per 30 denari.

A Torino, città a me vicina, da anni si sta battagliando per la costruzione di un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani (e questa è l’ultima volta che mi sentirete usare questa parola!) in una zona periferica, ma comunque abitata.
L’unica cosa che giustifica la realizzazione di un inceneritore è il ricavo dalla produzione di energia elettrica che si genera sfruttando il calore della combustione dei rifiuti… e fino a qui non ho detto niente che non si sapesse già.

L’unica cosa che rende conveniente la produzione di energia elettrica attraverso un inceneritore sono gli incentivi statali dati alle fonti di energia rinnovabili e assimilate.

Esiste uno studio della Università Bocconi di Milano che stabilisce che il costo di produzione dell’energia attraverso un inceneritore è maggiore del prezzo di mercato per cui antieconomico a meno di non usufruire dei sussidi statali.

Intanto definire rinnovabile la monnezza mi sembra quanto meno una forzatura a meno che non la si consideri rinnovabile in quanto si rinnova ogni volta che buttiamo via qualcosa.
Eppure in Italia, anzi solo in Italia, accade che i rifiuti e gli scarti della raffinazione del petrolio siano assimilati all’energia solare, per fare un esempio.

A causa di questa anomalia l’Italia è sotto sanzione dalla Comunità Europea e paga delle multe perchè inceneritoristi e petrolieri possano ingrassarsi.

Tralasciamo i dettagli dei deliri che hanno accompagnato l’iter della decisione di costruire l’inceneritore del gerbido e concentriamoci sul presente: con mia sorpresa, ammetto, il Governo ha deciso di togliere le sovvenzioni a queste fonti assimilate lasciando in brache di tela gli inceneritoristi, soggetti privati che con soldi pubblici dovrebbero bruciare i rifiuti e trarne profitto.

Bene, direte voi: non si fa più l’inceneritore.

E invece no. La dirigenza della TRM, la società per azioni che ha l’appalto per la costruzione e la conduzione dell’inceneritore, ha fatto sapere che l’inceneritore si farà comunque, ma che saranno i cittadini a subire le conseguenze di questa infausta decisione con un aumento delle tariffe di smaltimento.
Tutto questo accompagnato da un coro di lamenti vergognosi dell’amministrazione Chiamparino, Saitta e Bresso per i quali è logico che l’amministrazione pubblica si preoccupi dei ricavi del privato.
Ma l’inceneritore è progresso. Se sei contrario sei un anarcoinsurrezionalista, un estremista radicale.
L’inceneritore non è progresso. Appartiene a una cultura pericolosa di consumo indiscriminato e insostenibile. Appartiene a una cultura che nega il principio di precauzione per cui una tecnologia che non è sicura e di cui si ignorano gli effetti sulla salute dell’uomo non deve essere applicata.

Ho assistito a incontri con politici locali “estremisti” e con cittadini evidentemente appartenenti a frange dell’anarchia bombarola della peggior specie dove venivano portati argomenti esaustivi, coerenti, efficaci, documentati a cui si contrappongono annunci catastrofici di emergenza rifiuti a Torino e di danno economico incipiente (a danno di chi non è mai specificato molto bene).





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