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In un paese normale non in mano alle corporazioni, per chiunque dovrebbe essere semplice trovare il materiale PUBBLICO necessario a prepararsi per un CONCORSO PUBBLICO.

Per i farmacisti NO, o per lo meno per i farmacisti non titolari, quelli che non hanno la fortuna di essere discendenti di Titolare di Farmacia e che quindi devono guadagnarsi il posto sgomitando e faticando.

L’Ordine dei Farmacisti non fornisce questi documenti che sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale Italiana Sezione Speciale  IV (quindi non accessibile gratuitamente in via telematica) ai suoi iscritti. Fino a qualche mese fa erano presenti sul sito della provincia autonoma di Bolzano. Oggi che sono stati rese note le date della prova attitudinale per l’accesso al concorso per le farmacie nuove o vacanti nella regione Piemonte, sono scomparsi.

Parliamo dei 3000 quiz da cui vengono attinte le 100 domande che sono il corpo della prova di concorso pubblico: sono pubblicati dallo Stato tramite il suo organo ufficiale, ma sono disponibili soltanto a pagamento tramite alcuni editori specializzati nelle pubblicazioni di preparazione ai concorsi pubblici ed esami di Stato. Provate a cercarli. Zero. Adesso sono QUI

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Dalla prima pagina de “LA STAMPA” di venerdi 31/7/2009 circa l’autorizzazione all’uso della pillola abortiva.

“IL NO DEL VATICANO”

ECCHISSENEFREGA!

Quando, mi chiedo, riusciremo a smettere di far diventare notizia qualsiasi scoreggia prodotta da una congrega di cittadini di uno stato estero sessualmente frustrati, infelici e dediti alla ricerca del potere e del denaro e del controllo delle coscienze altrui con il complesso di una presunta superiorità morale in virtù di una protratta astinenza sessuale?

E’ un po come se l’opinione personale del primo ministro del Liechtenstein, con tutto il rispetto per quel paese, fosse un punto cardine per la formazione della pubblica opinione italiana.

ahhhh. Adesso sto meglio e me ne torno nel mio silenzio estivo.

Devo scusarmi: mi sono fatto prendere la mano e non mi sono informato a sufficienza.

Ho parlato in queste feste con un amico veterinario specializzato in sicurezza alimentare dell’argomento e mi ha dato alcune informazioni in più per vedere bene il problema in prospettiva.

Il latte crudo è sicuro, ma…

Dimentichiamo la visione poetica del nonno di Heidi che munge la sua singola mucca: il latte che arriva ai distributori, oltre che permettere un margine di guadagno maggiore ai produttori, non rientra nelle quote latte, per cui arriva anche da eccedenze di produzione e di conseguenza da allevamenti con numerose mucche.

Ovviamente il latte non viene controllato “a tappeto”, ma a campione, per cui è possibile ch nella stalla ci sia un capo con una infezione in corso che contamini il “raccolto”. Ovviamente quel latte sarà diluito insieme a quello sano e quindi è probabile che la carica batterica sia comunque inferiore a quella pericolosa. Se poi la catena del freddo viene rispettata non dovrebbero incorrere problemi di sorta.

E’ ovvio che se per incidente si interrompesse la catena del freddo o l’infezione fosse più estesa ci potrebbero essere dei rischi.

E sa va storta?

Sappiamo che la Legge di Murphy è sempre in agguato, ma in questo caso l’allarmismo è fuori luogo: l’infezione da E. Coli si risolve, in una persona sana, con effetti gastroenterici non gravi. La temuta infezione emolitica renale è data da un “modello” specifico di batterio che non è così comune. E comunque anche l’aggressione da parte di questa variante più cattiva è curabile, per cui non ci si lasciano le piume.

Diverso è il discorso per le categorie “a rischio”: Donne incinte, Anziani e Bambini per i quali un’infezione sarebbe da evitare comunque e pertanto si consiglia l’uso del prodotto previa bollitura.

Quindi?

Quindi l’informazione che avrei voluto sentire in quei giorni di fuoco sarebbe dovuta essere più pacata dove mi si sarebbe dovuto dire che il prodotto consumato crudo presenta alcuni rischi non gravi (e per NON GRAVI intendo ANCHE POCO PROBABILI) per una persona sana, mentre è raccomandata la bollitura del prodotto in caso di somministrazione a soggetti a rischio.

I produttori avrebbero potuto aggiungere che, nonostante la bollitura rovini le caratteristiche organolettiche del latte, come è stato ampiamente sottolineato, il latte rimane PIU’ BUONO di gusto e PIU’ ECONOMICO.

Soprattutto non avrei voluto vedere chi dovrebbe tutelare la nostra salute agitarsi in preda al panico minacciando chiusure, blocchi e altre azioni assolutamente irrazionali dando adito a congetture anti-lobbystiche più che plausibili.

Buon anno a tutti.

Aggiornamento al mio post di qualche giorno fa.

Date un’occhiata al post sul Blog di Grillo a proposito del Latte Crudo e all’intervista filmata dal Meetup di Brescia al Dr. Fausto Cavalli, agronomo zootecnico, coordinatore di Bevilatte srl, società di servizi per l’agricoltura.

Una cosa mi era sfuggita al primo colpo: la portata dell’affare. 18 MILIONI di euro sono un bel bottino per cui val ben la pena scomodare un sottosegretario compiacente per rimettere in riga questi allevatori che osano ribellarsi allo strozzinaggio della grande distribuzione.

Che schifo. Ma abbiamo il premier che rinegozia i termini ambientali con l’europa e festeggia soddisfatto per la sua “vittoria” (gli prendesse una brutta malattia), che ci aspettiamo dai suoi tirapiedi?

Io comunque continuo a berlo e a digerirlo, al contrario del Premier, di cui non mi son mai bevuto le stronzate e che non ho mai digerito.

Firmate la petizione. ORA. SUBITO. MARSH!

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