Archive for the ‘politica’ Category

Le idee ci sono. La volontà è tanta. Ci serve il sostegno.

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Ormai è chiara la posizione del Governo: per non fare dei torti alla Lega Nord, attuale ago della bilancia della stabilità governativa della maggioranza in carica, si è deciso di bruciare qualche centinaio di milioni di euro pur di penalizzare al massimo i referendum per l’abrogazione della legge elettorale, quella stessa legge definita UNA PORCATA dal suo promotore leghista CALDEROLI.

Perchè la Lega non vuole che passi il referendum:

Intanto la legge attuale, il cosiddetto Porcellum.

La modifica del referendum andrebbe verso un bipartitismo spinto dove il premio di maggioranza non andrebbe alla coalizione, ma al singolo partito. Per cui ci si troverebbe nella situazione in cui la Lega non conterebbe più una fava: con l’8% di consensi verrebbe tagliata fuori dal centrodestra dopo la fusione tra FI e AN, assieme a tutti gli altri partiti minori con il rischio di perdere comunque voti dirottati verso il cosiddetto “voto utile”.

Sebbene la attuale legge lettorale faccia abbastanza schifo in quanto de facto riduce i cittadini a semplici supporter di una fazione avallando o no le scelte fatte dalle segreterie in merito alle persone da mandare in parlamento con il tristo sistema delle candidature in più collegi, per lo meno non consente la supremazia di un singolo partito. Se dovesse passare questa modifica alla legge, un singolo partito potrebbe conquistare la maggioranza assoluta e governare in barba al pluralismo parlamentare che è garanzia di democrazia.

Onestamente temo come la peste una situazione in cui FI e il suo caudillo Berlusconi possa manovrare liberamente le sorti del paese per 5 anni senza temere franchi tiratori e crisi interne.

Ma stiamo divagando.

A prescindere dalle conseguenze istituzionali di questa o quella variante, fa stupire come in nome degli interessi di partito, anzi!, di un partito che rappresenta l’8% degli italiani, si rinunci alla possibilità di risparmiare denaro pubblico accorpando amministrative, europee e referendum in un’unica tornata elettorale.

Ah, Lombroso....

Ah, Lombroso....

Per raggiungere questo scopo l’On. Cota si è lanciato in una serie di sproloqui e carpiati dialettici pur di giustificare le scelte del proprio partito. Una su tutte: “non si può obbligare la gente a votare per un referendum, bisogna garantire il diritto ai cittadini di non esercitare il voto”.  Non commento nemmeno, perchè in una frase è racchiuso tutta l’essenza meschina di gente che con il tricolore ci si puliva il culo. La costituzione sancisce e garantisce che l’istituto del referendum sia incentivato e promosso. Il voto è un diritto. Il non voto no. E’ un diritto VOTARE NO. Ma si presuppone che si sia disposti ad accettare il verdetto delle urne. E invece questi dittatori dello stato di bananas si fanno beffe della nostra costituzione e lavorano per invalidare un referendum con il danno collaterale di far spendere tempo e (tanti) denari pubblici alla collettività.

Dice Tito Boeri, su LAVOCE.INFO

Il Governo ha tempo fino a domani per decidere se tenere in un’unica consultazione, in un unico election day, elezioni europee, amministrative e referendum sulla legge elettorale. Lo stato risparmierebbe 173 milioni (stime, probabilmente per difetto, del Ministro Maroni che, più da esponente di un partito che da Ministro, si è speso molto per non fare l’election day), e i cittadini risparmierebbero altri 200 milioni di costi indiretti. In totale 373 milioni: uno spreco di risorse che non possiamo permetterci soprattutto dopo il terremoto in Abruzzo.
Un Governo responsabile dovrebbe prenderne atto, tenere conto del plebiscito che sul web c’è stato in questi settimane a favore dell’election day e, dunque, cambiare la data del referendum.
Eppure quello che si profila all’orizzonte è un “compromesso” molto costoso per i contribuenti e per chi ha bisogno di aiuto dallo Stato: il referendum sulla legge elettorale si dovrebbe tenere il 21 giugno con il secondo turno delle amministrative. E’ un compromesso che costerebbe al contribuente circa 300 milioni, tra costi diretti e indiretti. Infatti, il ballottaggio in Italia, in genere, coinvolge un terzo dell’elettorato potenziale e solo i collegi in cui ci sono elezioni provinciali e in cui si vada al ballottaggio. Secondo le nostre stime, solo 21 delle 63 province potenzialmente coinvolte, torneranno a votare a due settimane dal voto alle europee. Le altre 88 province italiane (81 per cento del totale) saranno chiamate a votare unicamente per il referendum. Di qui lo spreco enorme di risorse che si avrebbe anche in questo caso.
Ma che razza di compromesso è questo? Qui stiamo barattando una soluzione che fa risparmiare soldi allo Stato e tempo e denaro alle famiglie con una soluzione che costa ai contribuenti e a chi va a votare – e che per giunta riduce la partecipazione al voto, uno dei valori conclamati nella nostra Costituzione – pur di fare un piacere a un partito. E perché gli italiani tutti devono subire il diktat di un partito, votato dall’8 per cento dei cittadini? E’ un compromesso inaccettabile soprattutto dopo il terremoto.

Ieri il Blog di Beppe Grillo ha pubblicato un’intervista a Gioachino Genchi.

Due cose non si commentano: il contenuto della dichiarazione e il silenzio mediatico che ne è seguito.

Intervista a Gioacchino Genchi:

“Io svolgo l’attività di consulente tecnico per conto dell’autorità giudiziaria da oltre vent’anni, lavoro nato quasi per caso quando con l’avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.
Per cui per l’accertamento della verità, nel processo penale, accertamento della verità significa anche a favore dell’indagato o dell’imputato, il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all’interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Abbiamo svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo esterno per il Pubblico Ministero, contenuto forse scevro da influenze del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi, magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in parlamento, al contrario.

Il ministro Brunetta non poteva non riferire che la concessione dell’aspettativa non retribuita che io avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari organi dello Stato, dal Ministero dell’Interno, dal Ministero della Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di Berlusconi, la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo pericolo nazionale, cioè una persona che da vent’anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.

Forse per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa simpatica (è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l’assurdo!

Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell’ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l’altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un’altra persona.

No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell’indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare agli italiani? Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di lavoro o che sono disoccupati? Che c’è una crisi economica? Ma perché mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?

Quelli che hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell’inchiesta Why not.

Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati… chiariremo tutto! Dalla prima all’ultima cosa. Questa è un’ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni considerati i risultati che c’erano stati, Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura di Roma c’entra come i cavoli a merenda. C’entra perché l’ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex, ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro, dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente mandato a Salerno.
Perché in quei tabulati c’è la prova della loro responsabilità penale. Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe potuto conoscere quei tabulati e quello che c’era, non li manda al procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia attività ma li manda a Roma che non c’entra niente.

Quindi si va a paracadutare questi tabulati sbagliando l’atterraggio perché in una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l’altro in quei tabulati c’erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando. Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma. Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia all’epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che all’epoca si chiamava Gico l’organo che fece quelle attività, adesso si chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.

In ultima analisi dico che io sono comunque fiducioso nella giustizia. Hanno cercato di mettermi tutti contro, hanno cercato di dire ad esempio, nel momento in cui c’era un rapporto di collaborazione con la procura di Milano anche fra De Magistris e la procura di Milano, un’amicizia personale fra De Magistris e Spataro, che siano stati acquisiti i tabulati di Spataro. Assurdo! Non è mai esistita un’ipotesi del genere. Nemmeno per idea! Come si fa a togliere a De Magistris l’appoggio della magistratura associata? Diciamo che ha preso i tabulati di Spataro. Come si fa a mettere il Csm contro De Magistris? Diciamo che ha preso i tabulati di Mancino.

Adesso i Ros dicono che nei tabulati che io ho preso ci sono, non so quante utenze del Consiglio superiore della magistratura. Non abbiamo acquisito tabulati del Csm, sono i signori magistrati di cui abbiamo acquisito alcuni tabulati, quelli sì, tra cui alcuni della procura nazionale antimafia ben precisi, due, solo due, che hanno contatti col Csm.

Ha inquisito il Quirinale! Ma quando mai? Se però qualcuno del Quirinale ha chiamato o è stato chiamato dai soggetti di cui ci siamo occupati validamente, bisogna vedere chi dal Quirinale chi ha avuto contatti con queste persone, ma io non ho acquisito i tabulati del Quirinale. A parte che se fosse stato fatto sarebbe stata attività assolutamente legittima perché, sia chiaro, le indagini in Italia non si possono fare soltanto nei confronti dei tossici e magari che siano pure extracomunitari, oppure quelli che sbarcano a Lampedusa nei confronti dei quali è possibile fare di tutto, compresa la creazione dei lager.

La legge è uguale per tutti. Tutti siamo sottoposti alla legge! Perché sia chiaro. Questo lo devono capire. Nel momento in cui a questi signori li si osa sfiorare solo da lontano, con la punta di una piuma, questi signori si ribellano e distruggono le persone che hanno solo il coraggio di fare il proprio lavoro.
Gli italiani questo l’hanno capito. E hanno capito che questo dottor Genchi di cui hanno detto tutte le cose peggiori di questo mondo… e io adesso pubblicherò tutti i miei lavori, dal primo sino all’ultimo pubblicherò tutte le sentenze della Corte di Cassazione, delle Corti d’Appello, delle Corti di Assise, dei tribunali che hanno inflitto centinaia e centinaia di anni di carcere col mio lavoro.
Ma le sentenze di cui io sono più orgoglioso non sono le sentenze di condanna, ma sono le sentenze di assoluzione! Sono quelle persone ingiustamente accusate anche per lavori fatti dal Ros che sono state assolte grazie al mio lavoro e che rischiavano l’ergastolo! E che erano in carcere. Persone che erano in carcere perché avevano pure sbagliato l’intestatario di una scheda telefonica. E adesso questi signori vengono ad accusare me di avere fatto lo stesso lavoro che loro… ma non esiste completamente!
Tutte queste fandonie e la serie di stupidaggini che sono state perpetrate addirittura in un organismo che è il Copasir! Che si deve occupare dei servizi di vigilanza sulla sicurezza, non sui consulenti e sui magistrati che svolgono la loro attività sui servizi di sicurezza! Noi abbiamo trovato delle collusioni di appartenenti ai servizi di sicurezza, con delle imprese che lavorano per i servizi di sicurezza, che lavorano nel campo delle intercettazioni, che costruiscono caserme con appalti dati a trattativa privata per milioni di euro, noi stavamo lavorando su quello! Stavamo lavorando su quello e ci hanno bloccato perché avevano le mani in pasta tutti loro! Questa è la verità.

Questa è la verità e adesso mi hanno pure dato l’opportunità di dirla perché essendo indagato io non sono più legato al segreto perché mi devo difendere! Mi devo difendere con una procura che non ci azzecca nulla con la competenza, la procura di Roma, mi difenderò alla procura di Roma.

Però sicuramente la verità verrà a galla! E non ci vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto semplici. Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina, quando fu intercettato prima che De Magistris iniziasse le indagini, ma sono chiarissime! E l‘attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D’Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D’Amelio numero diciannove dov’è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l’ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l’occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D’Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata.”

Il commento dal Blog di Grillo.

Da “Voglio scendere“, il blog di Marco Travaglio.

Questa è la lettera che Gabriella Nuzzi – pubblico ministero a Salerno, trasferita dal suo ufficio dal Csm su richiesta del ministro Alfano per aver osato indagare sul malaffare giudiziario di Catanzaro che aveva già espulso come un corpo estraneo Luigi De Magistris – ha inviato al presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, annunciandogli le sue dimissioni dal sindacato delle toghe, che si è schierato dalla parte del ministro e del Csm. E’ un documento che parla da sè, per la sua dolente onestà intellettuale e per la sua drammatica rappresentatività della notte che avvolge la nostra democrazia.
m.t.

Alla Associazione Nazionale Magistrati – Roma

“Signor Presidente,
Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati.
Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso.
Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato.
Sono stata, nel generale vile silenzio, pubblicamente ingiuriata; incolpata di ignoranza, negligenza, spregiudicatezza, assenza del senso delle istituzioni; infine, allontanata dalla mia sede e privata delle funzioni inquirenti, così, in un battito di ciglia, sulla base del nulla giuridico e di un processo sommario.

Per bocca sua e dei suoi amici e colleghi, la posizione dell’Associazione era già nota, sin dall’inizio.

Quale la colpa? Avere, contrariamente alla profusa apparenza, doverosamente adottato ed eseguito atti giudiziari legittimi e necessari, tali ritenuti nelle sedi giurisdizionali competenti.
Avere risposto ad istanze di verità e di giustizia. Avere accertato una sconcertante realtà che, però, doveva rimanere occultata.

Né lei, né alcuno dei componenti dell’associazione che oggi degnamente rappresenta ha sentito l’esigenza di capire e spiegare ciò che è davvero accaduto, la gravità e drammaticità di una vicenda che chiama a riflessioni profonde l’intera Magistratura, sul suo passato, su ciò che è, sul suo futuro; e non certo nell’interesse personale del singolo o del suo sponsor associativo, ma in forza di una superiore ragione ideale, che è – o dovrebbe essere – costantemente e perennemente viva nella coscienza di ogni Magistrato: la ricerca della verità.

Più facile far finta di credere alla menzogna: il conflitto, la guerra tra Procure, la isolata follia di “schegge impazzite”.
Il disordine desta scandalo: immediatamente va sedato e severamente punito.
Il popolo saprà che è giusto così.
E il sacrificio di pochi varrà la Ragion di Stato.

L’Associazione non intende entrare nel merito. Chiuso.

Nel dolore di questi giorni, Signor Presidente, il mio pensiero corre alle solenni parole che da Lei (secondo quanto riportato dalla stampa) sarebbero state pubblicamente pronunciate pochi attimi dopo l’esemplare “condanna”: “Il sistema dimostra di avere gli anticorpi”.

Dunque, il sistema, ancora una volta, ha dimostrato di saper funzionare.

Mi chiedo, allora, inquieta, a quale “sistema” Lei faccia riferimento.
Quale il “sistema” di cui si sente così orgogliosamente rappresentante e garante.

Un “sistema” che non è in grado di assicurare l’osservanza minima delle regole del vivere civile, l’applicazione e l’esecuzione delle pene?
Un “sistema” in cui vana è resa anche l’affermazione giurisdizionale dei fondamentali diritti dell’essere umano; ove le istanze dei più deboli sono oppresse e calpestato il dolore di chi ancora piange le vittime di sangue?
Un “sistema” in cui l’impegno e il sacrificio silente dei singoli è schiacciato dal peso di una macchina infernale, dagli ingranaggi vetusti ed ormai irrimediabilmente inceppati?
Un “sistema” asservito agli interessi del potere, nel quale è più conveniente rinchiudere la verità in polverosi cassetti e continuare a costellare la carriera di brillanti successi?

Mi dica, Signor Presidente, quali sarebbero gli anticorpi che esso è in grado di generare? Punizioni esemplari a chi è ligio e coraggioso e impunità a chi palesemente delinque?

E quali i virus?

E mi spieghi, ancora, quale sarebbe “il modello di magistrato adeguato al ruolo costituzionale e alla rilevanza degli interessi coinvolti dall’esercizio della giurisdizione” che l’Associazione intenderebbe promuovere?

Ora, il “sistema” che io vedo non è affatto in grado di saper funzionare.
Al contrario, esso è malato, moribondo, affetto da un cancro incurabile, che lo condurrà inesorabilmente alla morte.
E io non voglio farne parte, perché sono viva e voglio costruire qualcosa di buono per i nostri figli.
Ho giurato fedeltà al solo Ordine Giudiziario e allo Stato della Repubblica Italiana.

La repentina violenza con la quale, in risposta ad un gradimento politico, si è sommariamente decisa la privazione delle funzioni inquirenti e l’allontanamento da inchieste in pieno svolgimento nei confronti di Magistrati che hanno solo adempiuto ai propri doveri, rende, francamente, assai sconcertanti i vostri stanchi e vuoti proclami, ormai recitati solo a voi stessi, come in uno specchio spaccato.

Mentre siete distratti dalla visione di qualche accattivante miraggio, faccio un fischio e vi dico che qui sono in gioco i principi dell’autonomia e dell’indipendenza della Giurisdizione. Non gli orticelli privati.

Non vale mai la pena calpestare e lasciar calpestare la dignità degli esseri umani.

Per quanto mi riguarda, so che saprò adempiere con la stessa forza, onestà e professionalità anche funzioni diverse da quelle che mi sono state ingiustamente strappate, nel rispetto assoluto, come sempre, dei principi costituzionali, primo tra tutti quello per cui la Legge deve essere eguale per deboli e potenti.
So di avere accanto le coscienze forti e pure di chi ancora oggi, nonostante tutto, crede e combatte quotidianamente per l’affermazione della legalità.
Ed è per essa che continuerò sempre ad amare ed onorare profondamente questo lavoro.

Signor Presidente, continui a rappresentare se stesso e questa Associazione.
Io preferisco rappresentarmi da sola”.

Dott.ssa Gabriella NUZZI
Magistrato

enough said…

Non è vero. La magistratura non è malata. Sono malati di testa i politici.

Non fatevi prendere per il culo dalla stampa di regime bipartisan. L’unica riforma che questa magistratura necessità è la cancellazione delle ultime riforma al codice di procedura penale introdotte da solerti mestieranti della demolizione negli ultimi anni.

Come dice Bruno Tinti nel suo mirabile “Toghe Rotte” (ed. Chiarelettere), se la magistratura non funziona è perchè è stata messa in condizione di non funzionare, perchè le cosiddette riforme sono state concepite per far sì  che i potenti potessero delinquere con minimo rischio.

Spegnete la TV, disdite gli abbonamenti ai giornali e leggetevi questo libro che tra l’altro si legge in due o tre sere di tranquillità, leggete il “passaparola” di Marco Travaglio sulla questione del “conflitto tra Procure” , poi riaccendete la televisione e comprate di nuovo il giornale: nulla sarà più come prima. Se già prima Angelino vi sembrava una triglia impagliata, adesso vi sembrerà uno stronzo di mare, se conservavate ancora qualche briciola di stima per gli ex magistrati prestati alla politica, adesso gli togliereste la scorta e li lascereste al loro destino. Insomma, leggete e incazzatevi tutti. E ricordatevi di Alamo e della Grecia.

Dal Blog di Beppe Grillo: La Rana nella Pentola

vauro20040714um9bg9Avviso ai naviganti.

E’ inutile che stiamo li a fare il tifo per Obama e facciamo a gara per chi si definisce il Barak di casa nostra, perchè tanto contiamo come il due di picche e nessuno ci si fila. E’ emblematico come il nostro governo e il relativo capo (di cazzo) siano considerati delle mezze calzette a prescindere dagli exploit da avanspettacolo e dalle smanie di grandezza del premier, tanto che siamo stati inseriti nel secondo giro di telefonate ufficiali del futuro Mr. President.

Insomma: che cazzo ci stiamo a fare nel G8? I picchiatori?

Mah.

Premesso che non ho simpatia per la città di Milano e per il suo sindaco pro tempore Letizia Moratti, sono rimasto basito dalla quantità di denaro pubblico che affluirà su Milano e hinterland (come piace dire agli anglofili).

In base alla

Legge 6 agosto 2008, n. 13,

Art. 14.

Expo Milano 2015

1. Per la realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande evento EXPO Milano 2015 in attuazione dell’adempimento degli obblighi internazionali assunti dal governo italiano nei confronti del Bureau International des Expositions (BIE) e’ autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l’anno 2009, 45
milioni di euro per l’anno 2010, 59 milioni di euro per l’anno 2011, 223 milioni di euro per l’anno 2012, 564 milioni di euro per l’anno 2013, 445 milioni di euro per l’anno 2014 e 120 milioni di euro per l’anno 2015.

2. Ai fini di cui al comma 1 il sindaco di Milano pro tempore, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, e’ nominato Commissario straordinario del Governo per l’attività preparatoria urgente. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il presidente della regione Lombardia e sentiti i rappresentanti degli enti locali interessati, sono istituiti gli organismi per la gestione delle attività, compresa la previsione di un tavolo istituzionale per il governo complessivo degli interventi regionali e sovra regionali presieduto dal presidente della regione Lombardia pro tempore e sono stabiliti i criteri di ripartizione e le modalità di erogazione dei finanziamenti.

che in soldoni, in 7 anni scarsi, fanno

1.486.000.000 di EURO

millequattrocentoottantasei milioni di euro,

un miliardoquattrocentoottantaseimilioni di euro !

In tempi di crisi finanziara globale, rischio di recessione e conti pubblici disastrati al limite dello sfascio, in tempi in cui persino la ricca Albione tira la cinghia sui giochi olimpici per mancanza di fondi, noi andiamo a smenarci una cifra immane per l’expo. Che poi, nell’italica consuetudine, i lavori saranno consegnati in ritardo (per Torino  2006 stanno ancora finendo dei lavori adesso) e saranno soggetti ad imponderabili variazioni in corso d’opera e conseguente aumento dei costi. Si osservi la finezza: il sindaco viene nominato Commissario Straordinario, il che vuol dire che potrà agire con una libertà di movimento spaventosa in barba a ogni vincolo ambientale e sociale.

Che poi, diciamocelo: questi expo avevano un senso nell’800, quando la circolazione delle idee, dei progetti, delle informazioni era minimo e la tecnologia era un argomento che destava ancora una mistica ammirazione. Si faceva una torre Eifell, qualche bel padiglione in stile liberty e si deliziava il volgo con qualche bella invenzione tecnologica con fumo e ingranaggi a vista (cerchiamo di cogliere l’ironia, prima di criticare…).

Visto che ormai la cosa pubblica è gestita in maniera imprenditoriale, dalla scuola alla sanità o si fa utile o si taglia, vorrei vedere le previsioni di ritorno economico che hanno spinto questi signori a decidere PRIMO: che l’expo era bene farlo in Italia e SECONDO: che valeva la pena stanziare tutti questi soldi.

Il timore è che quando c’è da tirar su del cemento non si guarda in faccia nessun conto.

Aggiornamento del 19/12/2008: anche Beppe Grillo parla dell’EXPO

Da “l’aereo più pazzo del mondo”.

A Marzo 2008 si leggeva su “CARTA”

È arrivata durante la notte la nuova proposta di Air France-Klm sull’Alitalia, che non si discosta molto dalla precedente.
Confermati 2.120 esuberi: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. Nel documento spedito ai nove sindacati risultano in esubero piloti, assistenti di volo, personale di terra. Così suddivisi: 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all’estero e 398 del personale di terra in Italia. Il Gruppo Air France-Klm intende acquisire Alitalia Fly e 4.191 dipendenti attualmente in capo ad Alitalia Servizi. La proposta di accordo inviata stanotte da Parigi prevede la creazione di due nuove società [NewCo] una per lo handling [i servizi aeroportuali di assistenza a terra] a cui farebbero capo 1.881 dipendenti ed una seconda per la manutenzione dove confluirebbero 2.310 addetti. È previsto un piano di accompagnamento sociale per gli esuberi: ad ogni lavoratore verrà offerto sia l’opportunità di un pensionamento immediato o differito, sia un aiuto per riqualificarsi attraverso formazione, incentivi finanziari per nuove attività.
E’ prevista, come nella prima proposta, la riduzione della flotta. Stop per 37 aerei passeggeri, la flotta passerà da 174 a 137. Moratoria per i 3 cargo, che perdono all’anno un terzo del fatturato. Il settore proseguirà l’attività sino al 2010 quando terminerà il servizio. Nel piano si specifica che Roma sarà l’hub in Italia, in una rete di voli concentrata intorno a tre principali hub intercontinentali [con Parigi e Amsterdam]. Quanto al nodo Malpensa, è comunque previsto «un importante gateway a Milano riorganizzato». Questa la proposta definitiva che Jean-Cyril Spinetta, il presidente di Air france-Klm, sigilla con un: «Non posso fare di più».
Immediata la reazione a Piazza affari alla nuova proposta di Air France. Le azioni Alitalia, dopo le prime dichiarazioni negative dei sindacati, sono rimaste sospese per tutta la mattina per eccesso di ribasso [-29%].
I sindacati hanno bocciato il piano, ma si sono dichiarati intenzionati a sedersi al tavolo delle trattative previsto il 31 marzo. Dopo una riunione intersindacale tenutasi in mattinata, le otto sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl, Unione Piloti, Anpav e Avia, hanno diffuso un documento congiunto in cui si legge che il «piano presentato da Air France-Klm è insufficiente ma i sindacati vogliono, comunque, andare al tavolo di trattativa per scongiurare il fallimento di Alitalia».
Guglielmo Epifani leader della Cgil rimane possibilista: «Il piano di Air France presenta molte criticità, credo che però bisogna fare ogni sforzo per evitare il fallimento di Alitalia». Il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini parla del documento come «un punto di partenza». «La trattava è appena cominciata e a fronte di un completo fallimento della compagnia abbiamo il dovere tentare fino all’ultimo minuto utile di trovare una soluzione». Il segretario nazionale dell’Ugl trasporti, Roberto Panella, prima dell’inizio della riunione si è limitato a commentare: «Il documento ci lascia interdetti, contiene purtroppo la riconferma e addirittura l’inasprimento delle posizioni registrate nei precedenti incontri». Per Marco Veneziani segretario generale della Uil trasporti il progetto «sembra un piano di grossissimi tagli che provoca troppi esuberi e che se non sarà cambiato notevolmente credo che non ci saranno grosse possibilità per mandarlo avanti». Decisamente più duro il commento del sindacato dei piloti Alitalia che non ha partecipato alla riunione intersindacale. «I piloti sono pronti anche ad accettare il fallimento della compagnia–lo ha affermato il presidente dell’Anpac, Fabio Berti–e stanno anche valutando se partecipare all’incontro con le controparti convocato per il 31 marzo prossimo».

Prima delle vacanze mi sono permesso un commento in proposito.

Oggi invece il buon Marco Travaglio, dal Blog di Beppe Grillo, fa un quadro della situazione molto diverso.

Intanto i numeri sugli esuberi.

Poi i denari che il sistema Italia avrebbe incassato e che invece dovrà sborsare.

Le infrazioni a qualsiasi legge sull’antitrust nazionale ed europea.

Le regalìe agli amici industriali al netto dei rischi d’impresa.

La sodomizzazione dei piccoli azionisti.

Grazie Presidente. Meno male che Silvio c’è. Peccato che non sia gravemente malato.

Mi permetto anche un plauso ai sindacati e in special modo al presidente del sindacato piloti Sig. Berti per la loro lungimiranza.

Che meraviglia: avete votato il Berluska, quello piccolo e megalomane con il cervello troppo vicino al buco del culo che in campagna elettorale si è macchiato di aggiotaggio sparando cazzate a mercati aperti circa una cordata di amici e parenti tutti che avrebbe fatto sicuramente meglio di AirFrance/KLM affossando di fatto i negoziati sulla cessione della moritura Alitalia? Adesso tenetevelo, Stronzi.

Si, mi sono rotto del politically correct: se non avete ancora capito di che pasta è fatto lo psiconano è perchè siete degli stronzi collusi o almeno colpevolmente ignoranti.

Intanto la sua alzata d’ingegno ci è costata tout-court 300 MILIONI DI EURO di prestito ponte, ovvero un modo dolce per dire “soldi buttati nel cesso che non vedremo mai più”. Adesso l’ennesima alzata d’ingengo dei suoi amici e della banca avvoltoio (ah no, si dice advisor) contempla il doppio degli esuberi previsto dal piano Air France che passano a 5000 esuberi, CINQUEMILA PERSONE SULLA STRADA, BANDA DI CAZZONI! CINQUEMILA FAMIGLIE A PIEDI, 15.000 CITTADINI CHE IN UN AMEN, PER IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA DI UN FILIBUSTIERE E PER LA BRAMA DI DENARO DEI SUOI COMPAGNI DI MERENDE, ANDRANNO A ROVISTARE NEI BIDONI DELLA SPAZZATURA PER TROVARE  DI CHE VIVERE.

In più i nostri industriali, che solo a definirli in questa maniera viene il voltastomaco, pretendono, per mettere in piedi l’operazione, che la compagnia fallisca e venga commissariata in maniera da poterla dividerla in una società nuova e in una “società cassonetto” (bad company la chiamano questi truffatori) che conterrà tutti i debiti, le passività e gli esuberi di Alitalia. Neanche da chiedere chi si accollerà l’onere  di liquidare i “rifiuti”, sicuramente non la banca, che incasserà solo una congrua commissione e interessi a vita per i soldi che presterà a  questi sedicenti industriali alla faccia del rischio d’impresa.

Certo è che anche mio figlio di un anno sarebbe in grado di fare l’industriale in questa maniera: faccio scappare l’unico concorrente serio con un piano industriale che merita la definizione “industriale” grazie all’intervento di un politico influente che spara cazzate in barba alla legge, prendo la compagnia e la faccio fallire, passo i debiti allo stato, perchè così sarà, licenzio 5000 persone, mi tengo la parte buona a un prezzo ridicolo, e tiro a campare fino a quando mi sarò garantito una ricca prebenda, poi andrò dal culo, ma a quel punto avrò la pancia piena e non potranno nemmeno dirmi nulla.

Bravi. Bravi tutti.

Spero vivamente che questo articolo non venga interpretato come un attacco alle alte istituzioni nazionali e un vilipendio al Presidente della Repubblica (mica mi chiamo Umberto Bossi che posso mandare affanculo l’inno nazionale o Gasparri e definire il CSM una Cloaca senza suscitare troppa indignazione), ma mi permetto di dire che il Presidente Napolitano, garante delle Istituzioni e dei Cittadini non è più il mio presidente, non mi sento assolutamente rappresentato e tutelato da una persona che accetta di firmarsi la sua impunità oltre quella delle altre tre cariche istituzionali sue sottoposte senza nemmeno un piccolo monito, un fiato, un lamento, un “ma”.

Presidente, lei ha perso un’occasione unica di elevarsi al di sopra delle parti e sbattere al livello del fango i promotori di una legge vergognosa e discriminatoria nei confronti degli altri 56 milioni – 4 di cittadini Italiani. Sarebbe bastato che Lei avesse preteso l’esclusione del Presidente della Repubblica dai privilegi del Lodo Alfano (Lombrosianamente parlando uno così poteva solo concepire una puttanata di queste proporzioni). Era semplice e avrebbe svergognato tutti questi chiacchieroni che si stanno perdendo nei cavilli invece di capire che il punto è uno solo: non ci devono essere cittadini di serie A e di serie B davanti alla giustizia.

Si faccia un esame di coscienza , tra un sonnellino, un concerto e una parata in cabriolé.

Lodo Alfano: verso il Referendum” di Antonio Di Pietro | 24 Luglio 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it




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