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Ieri il Blog di Beppe Grillo ha pubblicato un’intervista a Gioachino Genchi.

Due cose non si commentano: il contenuto della dichiarazione e il silenzio mediatico che ne è seguito.

Intervista a Gioacchino Genchi:

“Io svolgo l’attività di consulente tecnico per conto dell’autorità giudiziaria da oltre vent’anni, lavoro nato quasi per caso quando con l’avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.
Per cui per l’accertamento della verità, nel processo penale, accertamento della verità significa anche a favore dell’indagato o dell’imputato, il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all’interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Abbiamo svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo esterno per il Pubblico Ministero, contenuto forse scevro da influenze del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi, magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in parlamento, al contrario.

Il ministro Brunetta non poteva non riferire che la concessione dell’aspettativa non retribuita che io avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari organi dello Stato, dal Ministero dell’Interno, dal Ministero della Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di Berlusconi, la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo pericolo nazionale, cioè una persona che da vent’anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.

Forse per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa simpatica (è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l’assurdo!

Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell’ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l’altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un’altra persona.

No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell’indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare agli italiani? Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di lavoro o che sono disoccupati? Che c’è una crisi economica? Ma perché mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?

Quelli che hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell’inchiesta Why not.

Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati… chiariremo tutto! Dalla prima all’ultima cosa. Questa è un’ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni considerati i risultati che c’erano stati, Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura di Roma c’entra come i cavoli a merenda. C’entra perché l’ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex, ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro, dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente mandato a Salerno.
Perché in quei tabulati c’è la prova della loro responsabilità penale. Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe potuto conoscere quei tabulati e quello che c’era, non li manda al procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia attività ma li manda a Roma che non c’entra niente.

Quindi si va a paracadutare questi tabulati sbagliando l’atterraggio perché in una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l’altro in quei tabulati c’erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando. Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma. Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia all’epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che all’epoca si chiamava Gico l’organo che fece quelle attività, adesso si chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.

In ultima analisi dico che io sono comunque fiducioso nella giustizia. Hanno cercato di mettermi tutti contro, hanno cercato di dire ad esempio, nel momento in cui c’era un rapporto di collaborazione con la procura di Milano anche fra De Magistris e la procura di Milano, un’amicizia personale fra De Magistris e Spataro, che siano stati acquisiti i tabulati di Spataro. Assurdo! Non è mai esistita un’ipotesi del genere. Nemmeno per idea! Come si fa a togliere a De Magistris l’appoggio della magistratura associata? Diciamo che ha preso i tabulati di Spataro. Come si fa a mettere il Csm contro De Magistris? Diciamo che ha preso i tabulati di Mancino.

Adesso i Ros dicono che nei tabulati che io ho preso ci sono, non so quante utenze del Consiglio superiore della magistratura. Non abbiamo acquisito tabulati del Csm, sono i signori magistrati di cui abbiamo acquisito alcuni tabulati, quelli sì, tra cui alcuni della procura nazionale antimafia ben precisi, due, solo due, che hanno contatti col Csm.

Ha inquisito il Quirinale! Ma quando mai? Se però qualcuno del Quirinale ha chiamato o è stato chiamato dai soggetti di cui ci siamo occupati validamente, bisogna vedere chi dal Quirinale chi ha avuto contatti con queste persone, ma io non ho acquisito i tabulati del Quirinale. A parte che se fosse stato fatto sarebbe stata attività assolutamente legittima perché, sia chiaro, le indagini in Italia non si possono fare soltanto nei confronti dei tossici e magari che siano pure extracomunitari, oppure quelli che sbarcano a Lampedusa nei confronti dei quali è possibile fare di tutto, compresa la creazione dei lager.

La legge è uguale per tutti. Tutti siamo sottoposti alla legge! Perché sia chiaro. Questo lo devono capire. Nel momento in cui a questi signori li si osa sfiorare solo da lontano, con la punta di una piuma, questi signori si ribellano e distruggono le persone che hanno solo il coraggio di fare il proprio lavoro.
Gli italiani questo l’hanno capito. E hanno capito che questo dottor Genchi di cui hanno detto tutte le cose peggiori di questo mondo… e io adesso pubblicherò tutti i miei lavori, dal primo sino all’ultimo pubblicherò tutte le sentenze della Corte di Cassazione, delle Corti d’Appello, delle Corti di Assise, dei tribunali che hanno inflitto centinaia e centinaia di anni di carcere col mio lavoro.
Ma le sentenze di cui io sono più orgoglioso non sono le sentenze di condanna, ma sono le sentenze di assoluzione! Sono quelle persone ingiustamente accusate anche per lavori fatti dal Ros che sono state assolte grazie al mio lavoro e che rischiavano l’ergastolo! E che erano in carcere. Persone che erano in carcere perché avevano pure sbagliato l’intestatario di una scheda telefonica. E adesso questi signori vengono ad accusare me di avere fatto lo stesso lavoro che loro… ma non esiste completamente!
Tutte queste fandonie e la serie di stupidaggini che sono state perpetrate addirittura in un organismo che è il Copasir! Che si deve occupare dei servizi di vigilanza sulla sicurezza, non sui consulenti e sui magistrati che svolgono la loro attività sui servizi di sicurezza! Noi abbiamo trovato delle collusioni di appartenenti ai servizi di sicurezza, con delle imprese che lavorano per i servizi di sicurezza, che lavorano nel campo delle intercettazioni, che costruiscono caserme con appalti dati a trattativa privata per milioni di euro, noi stavamo lavorando su quello! Stavamo lavorando su quello e ci hanno bloccato perché avevano le mani in pasta tutti loro! Questa è la verità.

Questa è la verità e adesso mi hanno pure dato l’opportunità di dirla perché essendo indagato io non sono più legato al segreto perché mi devo difendere! Mi devo difendere con una procura che non ci azzecca nulla con la competenza, la procura di Roma, mi difenderò alla procura di Roma.

Però sicuramente la verità verrà a galla! E non ci vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto semplici. Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina, quando fu intercettato prima che De Magistris iniziasse le indagini, ma sono chiarissime! E l‘attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D’Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D’Amelio numero diciannove dov’è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l’ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l’occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D’Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata.”

Il commento dal Blog di Grillo.

vauro20040714um9bg9Avviso ai naviganti.

E’ inutile che stiamo li a fare il tifo per Obama e facciamo a gara per chi si definisce il Barak di casa nostra, perchè tanto contiamo come il due di picche e nessuno ci si fila. E’ emblematico come il nostro governo e il relativo capo (di cazzo) siano considerati delle mezze calzette a prescindere dagli exploit da avanspettacolo e dalle smanie di grandezza del premier, tanto che siamo stati inseriti nel secondo giro di telefonate ufficiali del futuro Mr. President.

Insomma: che cazzo ci stiamo a fare nel G8? I picchiatori?

Mah.

Come dicevo nei post precedenti, non passa giorno che, sfogliando i giornali, sento suonare continui campanelli d’allarme.

Quindi mi interrogo e mi chiedo: sarò io che sono pessimista? Sarò io che non ho bene il quadro della situazione? Però ci sono troppe cose tutte insieme e tutte in fila che concorrono a comporre un quadro che mi sa di deja vu e la risposta che mi do non mi piace per nulla.

Inizia tutto con il lascito al Berlusca da parte di Prodi di un decreto del Presidente del consiglio che permette di apporre il segreto di Stato anche a “gli stabilimenti civili di produzione bellica e gli impianti civili per produzione di energia ed altre infrastrutture critiche” quali possono essere ad esempio strutture legate all’energia e ai rifiuti, allo stoccaggio di scorie nucleari, perchè no. Con questo scherzo si tagliano fuori tutte quelle agenzie di controllo del territorio locale (ASL, VV.FF., procure) che verranno scavalcate da enti interni al Governo.

Continua con quella infelice uscita di Fini alla Camera contro Di Pietro (si veda il video in testa) che si consuma in una applauso scrosciante e non viene invece sepolto da una sollevazione dell’opposizione. Morfeo Napolitano non si è nemmeno preso la briga di dire in pubblico una parola in proposito.

Si scivola sempre più nel buio quando si legge che il prode Ignazio La Russa, Ministro per la Difesa, si propone di militarizzare le prefetture con 2500 soldati dell’esercito (ricordiamoci che attualmente l’esercito Italiano è tutto di volontari) per combattere l’emergenza sicurezza (mi immagino il VFB di Pizzo Calabro che piantona di notte la villetta in brianza…) con compiti di polizia, ma sotto il comando dei prefetti neh.

L’accelerazione la si avverte quando il piccolo Duce Berluskaiser dichiara la linea dura contro chi si opporrà al virtuoso ciclo dei rifiuti in Campania, minacciando arresto immediato e pene severe, oltre che la militarizzazione dei siti preposti allo smaltimento (attenzione, vigilanza armata, citano i cartelli gialli intorno alle zone militari. Alto la, chi va la PUM PUM fermo o sparo!). Lo Stato deve tornare a fare lo Stato e non deve più farsi condizionare dai veti delle mille minoranze rumorose. La soluzione quindi è quella di ingabbiarla, la minoranza.

Tutto questo alla luce del sole con il beneplacito della stampa nazionale che non urla allo scandalo, ma che definisce il tutto una dittatura morbida quasi desiderata dal paese e nel disinteresse dell’opposizione alla morfina che non urla allo scandalo, ma si interroga sulla liceità della legge sull’immigrazione.

Tanto di cappello a questo sistema che è riuscito in 15 anni a cancellare ogni traccia di memoria storica di un intero paese che rischia, senza accorgersene e con l’applauso di molti, di scivolare di nuovo in un periodo non bello.

Grazie Italia e grazie a tutti quegli italiani che hanno bisogno di un padrone da inneggiare alle adunate domenicali per dimenticare di aver perso la dignità.

Potrebbe essere un buon momento per iniziare a credere in un Dio e pregarlo.

Astenersi mercenarie e perditempo.

Il risultato elettorale di questo fine settimana è la riprova che siamo un paese di barbari dove vince l’ignoranza e l’avidità, dove manca la lucidità di capire dove sta il presente e dove deve andare il futuro.

Quando vince un partito di mafiosi, delinquenti e puttanieri più una pletora di persone disposte a tollerare la convivenza con certi elementi per avere un cadreghino, e quando il partito dei celti, con l’idrocefalo odontotecnico della brianza e il piccolo nerone giustiziere della notte sabaudo, diventauna forza in grado di dettare una linea politica per vecchi ottusi e bigotti e cumenda dalla panza piena e dal pisello corto allora non c’è speranza.

Una nota positiva c’è: non dovremo più sentire che la corrente trozkista di un tal partito ha votato contro i colleghi marxisti leninisti.

Saranno 5 anni di passione.

Lo ammetto: in passato ho nutrito una certa simpatia per Veltroni, quando faceva da contraltare al “fossile” Dalema e alle sue pretese di onnipotenza politica, naufragate in quella mitica opera di autosodomizzazione politica che fu la Bicamerale e il tentato accordo con Berlusconi.

All’epoca Veltroni era quello giovane, quello con le idee nuove. All’epoca….

Oggi Veltroni è quello che cerca l’intesa con Berlusconi, che propone ricette buoniste, che cerca di dialogare con tutti e alla fine non accontenterà nessuno.

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Oggi Veltroni è quello che nel suo programma proclama l’avvento dell’ambientalismo del fare contro l’ambientalismo del no. La cosa in se diventa quasi ridicola: l’ambientalismo del fare, secondo il fenomeno, è quello degli inceneritori, dei rigassificatori e del nucleare. Per continuità con l’azione di governo attuale mi viene da pensare che l’ambientalismo del fare è quello applicato con il manganello eco-compatibile, dove una ristretta oligarchia deciderà la necessità di business, dove gli esecutori materiali decideranno di fare l’infrastruttura necessaria al business, dove verranno scomodati luminari prezzolati per legittimare le opere, dove si creerà ad hoc una emergenza per evitare quelle noiose quanto rischiose verifiche di impatto ambientale sul territorio e dove il dissenso verrà sedato a mazzate. Ma con il sorriso sulle labbra di Topo Gigio.

Svegliatevi e non credete che possa esistere un ambientalismo del fare: un rigassificatore non serve a una mazza se non a chi lo costruisce e prende il grano dei finanziamenti pubblici, visto che di gas liquido via mare il mondo scarseggia. Gli inceneritori, se si vuole fare una politica dei rifiuti seria con un riciclo elevato non servono. In Italia sono 50 gli impianti in funzione. Se i rifiuti diminuissero, con che cavolo faremmo andare gli altri nuovi che vogliono costruire? Come il solito a guadagnarci saranno i costruttori dell’impianto e i gestori, che con appalti ventennali succhieranno i finanziamenti e gli incentivi statali per mantenere in piedi carrozzoni altrimenti antieconomici (e lo dice la Bocconi, non i verdi). Sul nucleare non spendo una parola in più di quanto già detto.

L’ambientalismo non è nemmeno del no. Quello del no è idiozia. Un ambientalismo serio è quello che valuta oggettivamente e senza ideologie i costi ed i benefici di un’opera in un’ottica di lungo periodo e giudica le iniziative contemplando le conseguenze che le nostre azioni possono comportare per i nostri figli e i nostri nipoti. Ma questo non è ambientalismo. E’ Scienza. Quella onesta, illuministica e non serva degli sponsor.

L’ambientalismo serio è quello che considera il principio di precauzione come una cosa seria, che considera i potenziali rischi come fenomeni da studiare a fondo prima di intraprendere una qualsiasi opera.

Questo è l’ambientalismo che vorrei praticato dal neonato Partito Democratico. Altimenti è l’ambientalismo del “ma anche” che temo essere un pericoloso ibrido OGM dagli effetti nefasti.

ALLE ORTICHE IL VOTO UTILE. RIVOGLIO IL MIO VOTO CONSAPEVOLE!





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