Archive for the ‘nucleare’ Category

L’ho ascoltato una infinità di volte.

La scossa di Sulmona l’ha prevista. E l’ha annunciata. Si è verificata. L’hanno denunciato.

La scossa de L’Aquila l’ha vista arrivare e non ha potuto fare nulla, grazie alla denuncia.

Eppure il mondo scientifico si affanna a precisare che ha sbagliato di una settimana e che la scossa lui l’ha prevista a Sulmona invece che a L’Aquila. In linea d’aria le due località non distano più di 60 Km e per la previsione di un terremoto che tutti definiscono IMPREVEDIBILE mi sembra già una discreta precisione. Visto che poi ci ha pure preso, stando alle sue dichiarazioni, sui tempi…

Il problema è che sti tromboni accademici mi fanno venire il sangue amaro: invece di saltare sulle piume di Giuliani e strapparselo dalle mani a suon di cattedre, borse di studio, offerte di ricerche e quant’altro come dovrebbe accadere in un paese serio (perchè metti caso che per puro culo abbia anche solo un minimo di ragione ci troviamo in mano la scoperta del secolo che i Giapponesi ci coprirebbero d’oro per poter avere), questi fanno fronte comune per dire che è un cialtrone, che le sue previsioni non sono scientifiche, che un semplice tecnico di laboratorio dovrebbe stare al suo posto…

PALLONI GONFIATI! SEPOLCRI IMBIANCATI!

SE QUESTO E’ IL VOSTRO SPIRITO SCIENTIFICO, ANDATE A ZAPPARE LA TERRA!

Non parliamo poi del lurido spettacolo degli sciacalli che hanno iniziato ad arrivare sul posto: Il Nano, le sue ballerine, i Bertolaso imperatori della maceria e della ricostruzione elettorale.

E questi signori discutono di ampliamenti del 20% delle abitazioni che quelle nuove sono venute giù come cartapesta e propongono centrali nucleari in Italia?

Cliccate sull’immagine per andare a vedere il significato dei valori e poi mettete le puntine dove vorreste fare una centrale nucleare o un deposito di scorie radioattive.

E ci risiamo. Quando due nani con manie di grandeur si incontrano, il cocktail non può essere che esplosivo e il cetriolo è già all’altezza giusta per i nostri deretani.

Lo so che adesso si scatenerà la ridda dei commentatori tuttologi e filosofi del si o no al nucleare, ma io mi soffermerei su un piccolo dettaglio: può un governo andare contro un referendum popolare? Insomma: seppure sull’onda emotiva (perchè la nuvola di Chernobyl è stata solo frutto di un’emozione e gli aumenti di problemi alla tiroide nelle donne oggi non è nemmeno per sogno riconducibile a quel fenomeno emotivo) di un grave incidente nucleare, il paese ha detto no alle centrali atomiche. Punto. Io non sono un giurista e non conosco la materia, ma è possibile che, a parte l’essere a favore o contro, non ci sia prima uno scoglio legislativo a questa decisione?

Siccome non voglio essere tacciato di ambientalismo aprioristico e disfattista, darò per scontata una cosa: le centrali nucleari attuali sono intrinsecamente sicure (non è possibile, ma voglio crederci).

Adesso alcune riflessioni oggettive e non emotive.

  • Le centrali andranno a regime teorico nel 2020. Essendo in Italia saranno pronte nel 2030, quando (si spera) una buona parte dei mammuth che hanno condotto l’operazione saranno sotto terra vicino alle scorie delle centrali degli anni ’80. Fino ad allora che cazzo faremo? Bruceremo petrolio come sempre e in più ne consumeremo ancora di più perchè la costruzione di una centrale nucleare è dispendiosa in termini energetici, e in più ipotecheremo un consumo di petrolio futuro per il decommissioning delle centrali stesse.
  • L’energia elettrica prodotta dalle centrali a livello mondiale copre il 6,5% del fabbisogno complessivo. Ci sarà un motivo oltre una semplice questione psicologica. Il motivo è molteplice: i costi, il ROI pessimo, la difficoltà di approvvigionamento del materiale fissile, la disponibilità di siti di stoccaggio delle scorie. Certo è che se si ragiona come quel fenomeno di Tullio Regge, altro mammuth che farebbe bene a tacere, per cui le scorie vanno interrate nel sahara allora è tutto semplice, ma non mi sembra corretto andare a scaricare la nostra monnezza della peggior razza in un paese che ha già soportato ogni sorta di vilipendio in nome del nostro benessere. Ah Tullioooo! Ma a te la morale e l’etica ti fanno schifo?
  • L’uranio da Miniera a livello mondiale ad oggi soddisfa solo più il 50% del fabbisogno complessivo attuale mentre il restante materiale fissile deriva dalla dismissione degli arsenali nucleari (Studio ASPO). Inoltre le risorse attuali consentirebbero uno sfruttamento futuro per un massimo di 25 anni se l’uranio divenisse una fonte massiva come il petrolio (Sempre fonte ASPO).
  • The oft-hailed ‘Nuclear Renaissance’ has run into major problems. A large-scale program to make a serious impact on climate change, like 1 gigaton CO2 reduction (of the 7 Gig reduction needed), would involve 700 one-gigawatt nuclear power plants in addition to more plants for replacing existing aging plants, since many plants are approaching retirement age (see charts showing average age of plants, and estimated retirement dates). This implies building 21 one-gigawatt plants per year over the coming 50 years, as well as investing in 11 to 21 fuel enrichment plants, 18 fuel element factories, 10 Yucca mountains to store the spent fuel, and 5 times the current uranium mining capacity. A simple EROI model shows that such a program will only start to make a net CO2 reduction, and start to make money from the program as a whole, after 32 years – if it’s on schedule and all goes well.

    Current experience with new plants shows they are still over budget and behind schedule, even in early stages of construction (Finland plant example – several reactors under construction). These lengthy construction times, high costs, and high level of uncertainty will make investment money difficult to find, especially at a time when financial risk management and obtaining loans has become a major problem.

    The U.S. largely ended nuclear plant construction in 1973 when financial credit dried up.

    In the present financial environment, no private company can find the capital to build nuclear plants without government help, and governments are increasingly strapped as well. Note that Barcelona has a half-dozen huge new buildings that have been abandoned as no capital is available to complete construction.

    The presenter shows EROI analysis for nuclear plants and materials – 20,000 tons of steel, 500,000 tons concrete etc. and estimates energetic payback time. He quotes a University of Sidney study which shows it takes 7.9 to 14 years to get net energy back, and an EROI in the range of 3:1 to 4:1. In the previous example of building 21 nukes per year, it will take 27 years before (positive) net energy comes from the system. (VII ASPO Conference Barcelona 2008)

    In sostanza si dice che il ritorno dell’investimento energetico nel nucleare è intorno al 3-4:1, ovvero servono 1 unità di petrolio per produrre l’equivalente di 3-4 unità energetiche di petrolio dal nucleare, che è al di sotto della soglia per cui una società come la nostra si può sostenere mantenendo questo stile di vita. Si dice inoltre che, visto che le centrali esistenti sono alla fine del loro ciclo, per produrre una sensibile riduzione dei gas serra servirebbero 700 nuove centrali da 1 GW oltre che fino a 21 nuovi impianti di arricchimento, 5 Yucca Mountains per stivare le scorie oltre che una capacità estrattiva dell’uranio 5 volte superiore a quella attuale. Tutto questo pensando di lavorare per i prossimi 50 anni. Facendo un’analisi di ritorno energetico, questi investimento inizierebbe a produrre un’effettivo beneficio in termini di CO2 e di energia dopo 32 anni.

Ora, possiamo dire quello che vogliamo, ma i dati sono incontrovertibili: se i conti invece che gli economisti (e stiamo pagando sulla nostra pelle OGGI le idee degli economisti di ieri) li facessero gli esperti di energia i nostri due puffi potrebbero andare a metterselo in quel posto il loro nucleare.

Poi, per carità, la crisi petrolifera è in agguato, il picco del petrolio è stato passato e il problema è caldo, ma non credo che si possa risolvere con un investimento di questo tipo, quando per fare una centrale si brucia petrolio, perchè la nosta industria è fondata sul petrolio, sui combustibili derivati dal petrolio, non sui combustibili fissili. Se si capisce questo paradosso energetico si capisce anche che questi non sanno nemmeno di cosa parlano. Esempio del cazzo, ma esaustivo: scarseggia il petrolio per cui ho difficoltà a reperire il gasolio perchè costerà un occhio della testa o perchè non ce ne sarà a sufficienza per tutti. I materiali per costruire la mia centrale nucleare come li porterò sul posto? Con un camion con una prolunga di qualche centinaio di chilometri? L’uranio dalle miniere, ammesso che se ne trovi ancora facilmente accessibile, lo caveremo con i macchinari a carbone? O con un piccolo generatore nucleare portatile?  La nostra struttura economica globale dipende dal petrolio. Tutta. Le infrastrutture sono fatte per il petrolio e i suoi derivati. Sveglia gente. Non fatevi ciulare da queste sirene in malafede.

NUKE SUCKS!

Il Blog di Beppe Grillo: Il nucleare sicuro.

Come mille visitatori, come mille grazie, come mille e una notte, come i mille di Garibaldi, come Mille e non più mille, come se potessi avere mille lire al mese, come le mille bolle blu, come mille papaveri rossi, come mille giorni di te e di me, come la mille miglia, come un 8xmille con soglia di sbarramento e premio di maggioranza, come un 5xmille che fa gola alle tasche ingorde dei nostri politici, come i Mille splendidi soli di Kaled Hosseini…

E’ vero, in un mezzo come internet che permette la visibilità a milioni di persone mille contatti sono un’inezia, ma se si pensa che altrimenti il tuo pensiero (giusto o storto che sia, per carità) sarebbe rimasto confinato nella cerchia dei tuoi conoscenti (con quanti parliamo di politica, di religione, di giustizia? 10, 20?), per un neofita della blogosfera il sapere che 1000 persone hanno perso tempo per leggere qualcosa di tuo è comunque emozionante.

E allora lasciate che mi auguri “Mille di questi giorni”.

nuke_tree_tn.jpg

E’ di questi giorni la notizia dell’incidente nucleare avvenuto in Giappone News dal sito dell’ANSA. A parte la pietosa rincorsa alla minimizzazione dell’incidente da parte delle autorità giapponesi e di tutti quegli opinionisti prezzolati che fanno la spola davanti alla telecamera per assicurarci che il Nucleare è buono, che il Nucleare è sicuro e tutta la solita teoria di balle, quello che mi preoccupa è che, con i soldi delle nostre bollette la nostra compagnia di bandiera ENEL, società per azioni privata, ma con soldi pubblici, investe i soldi rapinati grazie alla sua situazione praticamente incontrastata di monopolista in impianti nucleari obsoleti o siti in zone sismiche all’estero.

Denuncia Greenpeace che l’ENEL ha in progetto investimenti nucleari a Mochovce dove verranno completati due reattori sovietici di progettazione degli anni Settanta, senza guscio di protezione da eventi esterni oltre che un sostegno al progetto nucleare sovietico di Belene in Bulgaria, in zona sismica. Queste due operazioni, sostiene Greenpeace, se andranno in porto, costeranno più di tutti gli investimenti di Enel sulle fonti rinnovabili.

Questo alla faccia degli spot ipocriti che ci dobbiamo sorbire con sfondo di voce melliflua e paesaggi bucolici che nemmeno “L’intervallo” di giurassica memoria che decantano quanto l’ENEL sia attenta all’ambiente e alle fonti rinnovabili come sulla pubblicità sul Financial Times.

COME IL CARBONE PULITO!

Ma fatemi il favore.





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