Archive for the ‘horror’ Category

Premesso che non ho simpatia per la città di Milano e per il suo sindaco pro tempore Letizia Moratti, sono rimasto basito dalla quantità di denaro pubblico che affluirà su Milano e hinterland (come piace dire agli anglofili).

In base alla

Legge 6 agosto 2008, n. 13,

Art. 14.

Expo Milano 2015

1. Per la realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande evento EXPO Milano 2015 in attuazione dell’adempimento degli obblighi internazionali assunti dal governo italiano nei confronti del Bureau International des Expositions (BIE) e’ autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l’anno 2009, 45
milioni di euro per l’anno 2010, 59 milioni di euro per l’anno 2011, 223 milioni di euro per l’anno 2012, 564 milioni di euro per l’anno 2013, 445 milioni di euro per l’anno 2014 e 120 milioni di euro per l’anno 2015.

2. Ai fini di cui al comma 1 il sindaco di Milano pro tempore, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, e’ nominato Commissario straordinario del Governo per l’attività preparatoria urgente. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il presidente della regione Lombardia e sentiti i rappresentanti degli enti locali interessati, sono istituiti gli organismi per la gestione delle attività, compresa la previsione di un tavolo istituzionale per il governo complessivo degli interventi regionali e sovra regionali presieduto dal presidente della regione Lombardia pro tempore e sono stabiliti i criteri di ripartizione e le modalità di erogazione dei finanziamenti.

che in soldoni, in 7 anni scarsi, fanno

1.486.000.000 di EURO

millequattrocentoottantasei milioni di euro,

un miliardoquattrocentoottantaseimilioni di euro !

In tempi di crisi finanziara globale, rischio di recessione e conti pubblici disastrati al limite dello sfascio, in tempi in cui persino la ricca Albione tira la cinghia sui giochi olimpici per mancanza di fondi, noi andiamo a smenarci una cifra immane per l’expo. Che poi, nell’italica consuetudine, i lavori saranno consegnati in ritardo (per Torino  2006 stanno ancora finendo dei lavori adesso) e saranno soggetti ad imponderabili variazioni in corso d’opera e conseguente aumento dei costi. Si osservi la finezza: il sindaco viene nominato Commissario Straordinario, il che vuol dire che potrà agire con una libertà di movimento spaventosa in barba a ogni vincolo ambientale e sociale.

Che poi, diciamocelo: questi expo avevano un senso nell’800, quando la circolazione delle idee, dei progetti, delle informazioni era minimo e la tecnologia era un argomento che destava ancora una mistica ammirazione. Si faceva una torre Eifell, qualche bel padiglione in stile liberty e si deliziava il volgo con qualche bella invenzione tecnologica con fumo e ingranaggi a vista (cerchiamo di cogliere l’ironia, prima di criticare…).

Visto che ormai la cosa pubblica è gestita in maniera imprenditoriale, dalla scuola alla sanità o si fa utile o si taglia, vorrei vedere le previsioni di ritorno economico che hanno spinto questi signori a decidere PRIMO: che l’expo era bene farlo in Italia e SECONDO: che valeva la pena stanziare tutti questi soldi.

Il timore è che quando c’è da tirar su del cemento non si guarda in faccia nessun conto.

Aggiornamento del 19/12/2008: anche Beppe Grillo parla dell’EXPO

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Da internazionale del 25 Luglio 2008

Invenzioni di guerra e di pace

raccolto su “The Christian Science Monitor, USA”

L’articolo del Christian Science Monitor (evidentemente una rivista di chiara ispirazione religiosa, visto il nome), il link rimanda all’articolo in lingua originale (internazionale non riporta online le sue traduzioni), si cimenta nel descrivere i benefici che le guerre hanno portato allo sviluppo della tecnologia.

Per esempio non ci fossero stati tutti questi mutilati nelle guerre di conquista statunitensi dell’ultimo secolo (non mutilati civili, le cosiddette casualties, ma militari) un professore del MIT non avrebbe trovato uno sponsor per una sua protesi di caviglia e di ginocchio e l’intero settore dell’ortopedia protesica ha beneficiato di un finanziamento di 7.2 milioni di dollari da parte del ministero per gli affari dei veterani /il fatto già che esista un ministero dei veterani la dice lunga sull’idea di politica estera USA).

Ed è grazie ai 90.000 morti iracheni che adesso per 2000 dollari potrò installare sulla mia BMW nuova un sistema di visione termografica FLIR per viaggiare più sicuro in condizioni di scarsa visibilità.

Poi mi dicono che non devo bestemmiare.

Buone vacanze.

(Ovvero come giocarsi il prepuzio pur di difendere dei naziskin idioti e assassini)

E’ ufficiale: siamo alle prove tecniche di un regime fascista della peggior specie (nonostante il dis-onorevole Sgarbi abbia berciato dagli schermi di Annozero che in Italia c’è una democrazia) con devianze tutte italiane.

E’ notizia di oggi che il povero ragazzo pestato da un gruppo di assassini sedicenti naziskin è morto senza riprendere conoscenza dopo “il trattamento” subito per aver negato una sigaretta. Le reazioni politiche sono state oltraggiose da parte di questa destra della diuresi, che a Fiuggi si è solo fatta il bidet e nemmeno troppo accuratamente,  capace di affermare che “questi ragazzi non vanno messi in croce” (vero, andrebbero mandati all’Asinara con biglietto di sola andata) e capace, con la voce di Gianfranco Fini, il tristo traghettatore di Fiuggi, di affermare che l’atto è da condannare, ma che è comunque peggio bruciare in piazza le bandiere di Israele come hanno fatto i soliti comunisti il primo maggio a Torino.

Mi aspetto a questo punto che Fini completi la sua conversione all’ebraismo sacrificando il suo viril prepuzio alla tradizione giudaica.

Ora, spero vivamente che nessun ebreo, israeliano o no, si ponga nella posizione di mettere sul piatto della bilancia i due episodi cercando di paragonare un gesto simbolico e idiota ad un assassinio.

Ripetiamolo, per i non capenti:

A S S A S S I N I O!

Fini deve sicuramente mettere ordine alle sue priorità.

(SOTTOTITOLO: COME SI FA IN FRETTA A RIALZARE LA TESTA)

Non si è nemmeno ancora insediato il nuovo governo di destra che già le prime avvisaglie del nuovo che avanza non si fanno attendere.

E’ notizia di oggi che a Verona un gruppo di Naziskin, schedati con precedenti e appartenenti agli ambienti dell’estrema destra locale hanno pestato e ridotto in fin di vita un ragazzo, pare per una sigaretta negata.

A prescindere dal gesto demente e dalla futilità dei motivi, è indicativo vedere come ha reagito la destra diuretica di Fiuggi all’episodio liquidando il clamore come propaganda ideologica. Chiaramente fosse stato un immigrato più o meno regolare a compiere il fatto, questo avrebbe dato la stura ad accorati appelli contro il degrado delle nostre province “bene” assediate da una facile immigrazione favorita dal lassismo della sinistra.

In questo caso invece è la sinistra che strumentalizza un sano divertimento di ragazzotti di famiglie “per bene” (ma quale famiglia può essere considerata per bene se al suo interno coltiva elementi di questa levatura?) tacciandolo addirittura come preoccupante rigurgito fascista.

Non preoccupatevi: evidentemente la manganellata del naziskin non è un problema di sicurezza. Se vi troverete la testa rotta da un decerebrato in anfibi, giacca borchiata e più tatuaggi che neuroni vitali sappiate che siete vittima di una propaganda ideologica di sinistra.

Sarà curioso vedere come andrà a finire in sede giudiziaria e soprattutto quali saranno le posizioni dei nostri nuovi statisti (mio dio…) che stanno discutendo la spartizione delle poltrone.

Astenersi mercenarie e perditempo.

Il risultato elettorale di questo fine settimana è la riprova che siamo un paese di barbari dove vince l’ignoranza e l’avidità, dove manca la lucidità di capire dove sta il presente e dove deve andare il futuro.

Quando vince un partito di mafiosi, delinquenti e puttanieri più una pletora di persone disposte a tollerare la convivenza con certi elementi per avere un cadreghino, e quando il partito dei celti, con l’idrocefalo odontotecnico della brianza e il piccolo nerone giustiziere della notte sabaudo, diventauna forza in grado di dettare una linea politica per vecchi ottusi e bigotti e cumenda dalla panza piena e dal pisello corto allora non c’è speranza.

Una nota positiva c’è: non dovremo più sentire che la corrente trozkista di un tal partito ha votato contro i colleghi marxisti leninisti.

Saranno 5 anni di passione.

SENZA PAROLE.

Purtroppo le parole ci sono, e ci sono pure i sottotitoli per i non capenti (che poi sono gli elettori del Silvio nazionale).

Solo per veri uomini. Non sto scherzando. Nuoce gravemente alla salute. L’esposizione prolungata (oltre la seconda strofa) può causare vomito, diarrea, prolasso intestinale, gonorrea, piattole, eczemi, herpes duplex, atti di autolesionismo, inspiegabile necessità a profferir bestemmie inaudite.

Non adatto ai bambini e alle persone abili al voto.

Come mille visitatori, come mille grazie, come mille e una notte, come i mille di Garibaldi, come Mille e non più mille, come se potessi avere mille lire al mese, come le mille bolle blu, come mille papaveri rossi, come mille giorni di te e di me, come la mille miglia, come un 8xmille con soglia di sbarramento e premio di maggioranza, come un 5xmille che fa gola alle tasche ingorde dei nostri politici, come i Mille splendidi soli di Kaled Hosseini…

E’ vero, in un mezzo come internet che permette la visibilità a milioni di persone mille contatti sono un’inezia, ma se si pensa che altrimenti il tuo pensiero (giusto o storto che sia, per carità) sarebbe rimasto confinato nella cerchia dei tuoi conoscenti (con quanti parliamo di politica, di religione, di giustizia? 10, 20?), per un neofita della blogosfera il sapere che 1000 persone hanno perso tempo per leggere qualcosa di tuo è comunque emozionante.

E allora lasciate che mi auguri “Mille di questi giorni”.

TANTO VALE RIPETERLO!

Da “BUONGIORNO” di Massimo Gramellini su “LA STAMPA”

Un ragazzo viene ucciso da un agente che spara al bersaglio come nei videogiochi. Se la vittima fosse un bimbo o un pensionato, non riuscirebbe a scalzare dalle prime pagine il faccino ammiccante dell’Amanda per più di un giorno. Poiché invece si tratta di un tifoso in trasferta, per lui si accendono i riflettori del calcio. E fin qui passi. Ma attenti, ora accade l’incredibile: appena si scopre che il morto non è uno spettatore pacifico ma un ultrà o qualcosa di simile – e che viaggia su un’auto rifornita di pietre, biglie e bastoni – ecco che la minoranza violenta degli stadi si appropria del suo cadavere, trasformando un reato individuale in un attacco premeditato agli estremisti del tifo.

Tanto vale ripeterlo, allora: è stato un omicidio, non si spara ad altezza d’uomo su Totò Riina, figuriamoci su un ragazzo.

Un’interpretazione allucinante. Ma le istituzioni finiscono per avvalorarla, elevando la povera vittima allo status di eroe senza macchia, nonostante il minimo che si possa dire di lui (anche al netto delle pietre trovate nelle sue tasche che l’avvocato di famiglia riduce a «microformazioni calcaree») è che frequentava cattive compagnie. La morte in Italia è un lavacro universale e chiunque osi steccare sul coro della retorica è accusato di voler sminuire le colpe del poliziotto. Tanto vale ripeterlo, allora: è stato un omicidio, non si spara ad altezza d’uomo su Totò Riina, figuriamoci su un ragazzo. Ciò detto, il lutto al braccio della Nazionale resta incomprensibile, come la retromarcia dei giocatori dell’Atalanta che si erano schierati contro gli ultrà. Perché i maneschi e i loro amici non fanno parte del calcio. Almeno non di quello per il quale alcuni di noi si ostinano a delirare fin da bambini, senza avere mai avuto nelle tasche neanche una microformazione calcarea.

Grazie di esistere.

Coglioni?

 

 

Una affermazione che, presa fuori da un tragico contesto, farebbe quasi sorridere. Se detta da un bimbo di 5 anni che parla della zuffa nel cortile della scuola farebbe persino tenerezza nella sua innocenza.
Se detta da un adulto(?) nel pieno delle sue facoltà mentali (??) con diritto di voto(???) e a piede libero (????) stimola tutt’altri pensieri.
Questo discorso infatti è stato pronunciato da un compagno (camerata, pardòn) del povero tifoso laziale ucciso da un poliziotto domenica passata in un’area di servizio durante una sosta degenerata in azzuffatina contro altri avventori di squadra avversa. Una frase pronunciata con una disarmante indifferenza nei confronti del significato profondo delle parole medesime, a rimarcare che per questa marmaglia la violenza è un atteggiamento normale, quotidiano, innocente e fondamentalmente idiota.

L’immagine di apertura è scaricata direttamente da un sito di un consigliere di una amministrazione pubblica sarda in forza al partito diuretico di Fiuggi di Alleanza Nazionale e rimanda a un sito di ultras nel quale evidentemente il nostro si riconosce negli ideali e negli intenti. E’ emblematico lo slogan che rimanda al vuoto cosmico che occupa lo spazio tra le orecchie di questa gente: pronti a combattere per nulla nelle strade, negli stadi.

Personalmente ritengo questa la vera emergenza sociale, la vera minaccia alla mia sicurezza: sapere che ci sono frotte di cazzoni a piede libero ogni domenica pronti a “combattere”, ovvero menare, accoltellare, bruciare, sfasciare auto altrui in nome di un non meglio definito orgoglio ultras, di un gratuito istinto di violenza verso il prossimo che non indossa un stesso colore (sparagli Piero, sparagli ora…) mi preoccupa. Mi preoccupa sapere che ci sono persone tanto stolte da sentirsi al di sopra delle parti e dichiarare apertamente che “vendicheranno il loro compagno morto, che ci sarà spargimento di sangue”. Ma l’apologia di reato non esiste più?

Ma quello che mi preoccupa di più è la leggerezza con cui questo problema viene trattato dalla nostra classe politica, in parte conscia che il rumore di fondo è un ottimo metodo per distrarre l’opinione pubblica dalle cose veramente importanti e in parte perchè contigua a queste bande di facinorosi.

 

Ma facciamo una cosa: riapriamo il Colosseo, il Circo Massimo. Buttiamo sta manica di autolesionisti in una arena e chiudiamo a chiave le porte. Che si menino, si ammazzino, si facciano a tocchetti, che ne resti uno solo, il grande guerriero, el Cid, Conan il Distruttore…

…e poi ficchiamolo in galera e buttiamo la chiave

Posso ancora sopportare l’idea di doverne mantenere uno a vita se serve a risolvere definitivamente il problema.

Eia camerati!

ANCORA MI CHIEDO COME SIA POSSIBILE

Che sia riuscito a crescere senza diventare un serial killer o per lo meno a evitare gli psicofarmaci fino alla veneranda età di 36 dopo che la mia famiglia, nonni, genitori, zii e cugini mi hanno sottoposto a tortura psicologica portandomi al cinema la domenica.

Una classifica stilata dal magazine TIME inserisce tra i 25 film horror più horror il film Bambi e altre fiabe Disney quali Dumbo, Pinocchio e Biancaneve e i sette nani…

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Amazing that the first movies parents took their tots to in the 30s and 40s were the early Disney features. Snow White and the Seven Dwarfs, Pinocchio, Dumbo all exploited childhood traumas. Parents disappear or die; stepmothers plot the murder of their charges; a boy skips school and turns into a donkey. Kids were so frightened by these films that they wet themselves in terror. Bambi, directed by David Hand, has a primal shock that still haunts oldsters who saw it 40, 50, 65 years ago.

Secondo il fenomeno che ha redatto l’articolo questi film contengono tutti dei traumi infantili. Sempre secondo sto imbecille i bambini erano terrorizzati a morte lasciando traumi che albergano tutt’oggi nell’inconscio degli spettatori di 40,50 e 65 anni fa.





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