Archive for the ‘gerbido’ Category

Ormai la spazzatura Campana ha assunto le proporzioni di una piaga biblica e si pretende dagli italiani l’ennesimo slancio di solidarietà verso il “povero” mezzogiorno afflitto dall’ennesimo problema.

Bene, è giusto. Aiutiamoli a risolvere il problema e mettiamo a disposizione alcune delle nostre discariche rese disponibili da una gestione dei rifiuti un po’ più virtuosa degli altri italiani, non affolate di rifiuti per l’impegno degli altri italiani nel fare una differenziazione dei rifiuti.

Ma a una condizione.

Gli amministratori pubblici e privati che si sono succeduti negli ultimi 15 anni alla guida degli enti preposti alla gestione dei rifiuti campani siano processati per ogni reato possibile incluso l’alto tradimento, vengano condannati al risarcimento dei danni e alla restituzione degli stipendi rubati negli anni e siano interdetti da ogni pubblico impiego in eterno per manifesta incapacità.

Visto però che tutto ciò presuppone un iter giudiziario molto lungo allora pretenderei almeno le loro dimissioni accompagnate da una pletora di scuse a partire da Bassolino Maximus e Rosetta Jervodux.

Altrimenti che se la smazzino a casa loro e chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato e col caxxo che ci scurdamm ‘o passato.

Come mille visitatori, come mille grazie, come mille e una notte, come i mille di Garibaldi, come Mille e non più mille, come se potessi avere mille lire al mese, come le mille bolle blu, come mille papaveri rossi, come mille giorni di te e di me, come la mille miglia, come un 8xmille con soglia di sbarramento e premio di maggioranza, come un 5xmille che fa gola alle tasche ingorde dei nostri politici, come i Mille splendidi soli di Kaled Hosseini…

E’ vero, in un mezzo come internet che permette la visibilità a milioni di persone mille contatti sono un’inezia, ma se si pensa che altrimenti il tuo pensiero (giusto o storto che sia, per carità) sarebbe rimasto confinato nella cerchia dei tuoi conoscenti (con quanti parliamo di politica, di religione, di giustizia? 10, 20?), per un neofita della blogosfera il sapere che 1000 persone hanno perso tempo per leggere qualcosa di tuo è comunque emozionante.

E allora lasciate che mi auguri “Mille di questi giorni”.

…di contumelie.

Segui il link per leggere l’articolo completo su “La Nuova Ferrara”

Inceneritore, Bersani replica “Io parlavo degli Ordini”

“Non è una questione di termovalorizzatori – spiega – vorrei solo evitare che gli Ordini diventassero altro da ciò che sono magari pescando nelle risorse della piazza mediatica”.

Se leggessi una replica simile in un paese normale direi quasi che il buon incinerator Bersani è in buna fede e in pratica ha fatto una considerazione quasi giusta: L’ordine deve gestire la deontologia dei suoi iscritti e basta. Quindi lui parlava di ordini, non di inceneritori.

Peccato che la sua prima replica piccata era chiaramente e senza equivoci contro i medici che esprimono pareri non in linea con le nozioni della scienza medica “ufficiale” (e prezzolata,aggiungerei io) con il risultato di seminare confusione nella popolazione.

Mio buon Bersanetor, semmai, invece di instillare confusione, questi medici cercano di instillare il germe del dubbio, quella cosa che voi politici non avete e che, se fosse presente nel vostro cervello, vi farebbe applicare un principio di cautela preventiva nei confronti della salute pubblica. Ma tanto si sa, gli effetti delle vostre decisioni sono a lunga scadenza. Un tumore impiega anche una quindicina d’anni a entrare nella fase acuta per cui magari voi non ci sarete più e chi ci sarà potrà sempre dire “io non c’ero ai tempi”. Peccato che i tumori non vanno in prescrizione. Anzi.

Che la salute l’accompagni, neh?

LA PATRIA DEI FURBI
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI – mercoledì 31 ottobre 2007

© IL BLOG DI STEFANO MONTANARI

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…ma non la monnezza.

E soprattutto non come vorrebbe fare il nostro dipendente Bersani, che preso per le palle dalla lobby degli inceneritoristi chiede addirittura l’intervento di due ministeri (Sanità e (in)Giustizia) per “mettere a posto” l’Ordine dei medici dell’Emilia Romagna, reo di aver chiesto il blocco della costruzione di tutti gli inceneritori nella regione per i rischi sanitari collegati a questi impianti.

 

Il nostro ministro delle privatizzazioni pone come problema il fatto che la richiesta non contiene dati medici a suffragio della tesi e, la cosa che fa veramente sganasciare dalle risate, che un ordine con la sua autorevolezza non può prendere iniziative che danneggino o impediscano l’operato di altri settori della pubblica amministrazione:

 

Dall’articolo:

“La nota, “che non riporta nessuna motivazione sostanziale – sottolinea il ministro – non appare suffragata da alcun fondamento tecnico-scientifico riconosciuto, atteso che la realizzazione degli impianti in esame e il loro funzionamento sono disciplinati dalle norme comunitarie e nazionali di tutela della salute e dell’ambiente. La richiesta, prescindendo dal merito, esorbita comunque totalmente dall’ambito delle attribuzioni degli ordini professionali di cui la suddetta Federazione regionale è espressione e appare ultronea anche rispetto alle iniziative di prevenzione menzionate nell’articolo 5 del codice deontologico della Federazione nazionale dei medesimi ordini”.

La richiesta, continua Bersani, “appare altresì suscettibile di procurare un grave allarme nella popolazione interessata e di ostacolare gravemente il legittimo esercizio delle competenze amministrative di una vasta pluralità di enti pubblici locali. Appare infatti evidente la netta differenza fra la legittima libera manifestazione del pensiero di uno o più professionisti, anche riuniti e la richiesta in esame, proveniente da una Federazione di enti pubblici (gli Ordini) vestiti dell’autorevolezza derivante dalla vigilanza nell’esercizio della professione sanitaria, e suscettibile di paralizzare l’attività di altri enti pubblici rappresentativi, questi ultimi, delle comunità locali secondo il principio democratico sancito dalla Costituzione”.

“La gravità dell’iniziativa – evidenzia il ministro – è accentuata dalla risonanza data dalla stampa locale e dall’avvenuta pubblicazione su siti internet”.

“Anche in ragione delle possibili gravi conseguenze di iniziative come quelle in esame per l’approvvigionamento del sistema energetico nazionale e per una corretta gestione del territorio relativamente ai rifiuti – conclude Bersani – sottopongo alla vostra valutazione, in qualità di ministri vigilanti, l’apprezzamento se l’iniziativa in esame possa costituire un inammissibile sviamento dalle finalità istituzionali e, comunque, dagli ambiti di attività consentiti dalla legge, ai fini dell’eventuale adozione di tutte le misure ritenute necessarie, anche non solo disciplinari, nei confronti dei responsabili”.

Amen.

Come se ci fosse ancora bisogno di produrre dati sulla pericolosità e sulla inopportunità degli impianti di incenerimento. Oltretutto facendo riferimento a questi impianti come parte organica del piano di approvvigionamento energetico del paese, quando è dimostrato ampiamente che senza la truffa dei CIP6 questi impianti non sono economicamente redditizi come produttori di energia elettrica.

E invocando sanzioni non solo disciplinari verso questi terroristi fa emergere chiaramente l’anima di questo Governo, dispotico come il peggior governo berlusconiano, prono alle lobby come il peggior governo berlusconiano, arrogante come il peggior governo berlusconiano…

Insomma: CHE CAZZO VI ABBIAMO VOTATO A FARE? PER AVERE L’ASPIRINA AL SUPERMERCATO?

A questo link una risposta di alcuni medici di Forlì al caro Bersanétor.

La situazione meglio non può calzare se vista nell’ottica di sviluppo sostenibile e di arroganza della classe politica pronta a immolarsi per 30 denari.

A Torino, città a me vicina, da anni si sta battagliando per la costruzione di un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani (e questa è l’ultima volta che mi sentirete usare questa parola!) in una zona periferica, ma comunque abitata.
L’unica cosa che giustifica la realizzazione di un inceneritore è il ricavo dalla produzione di energia elettrica che si genera sfruttando il calore della combustione dei rifiuti… e fino a qui non ho detto niente che non si sapesse già.

L’unica cosa che rende conveniente la produzione di energia elettrica attraverso un inceneritore sono gli incentivi statali dati alle fonti di energia rinnovabili e assimilate.

Esiste uno studio della Università Bocconi di Milano che stabilisce che il costo di produzione dell’energia attraverso un inceneritore è maggiore del prezzo di mercato per cui antieconomico a meno di non usufruire dei sussidi statali.

Intanto definire rinnovabile la monnezza mi sembra quanto meno una forzatura a meno che non la si consideri rinnovabile in quanto si rinnova ogni volta che buttiamo via qualcosa.
Eppure in Italia, anzi solo in Italia, accade che i rifiuti e gli scarti della raffinazione del petrolio siano assimilati all’energia solare, per fare un esempio.

A causa di questa anomalia l’Italia è sotto sanzione dalla Comunità Europea e paga delle multe perchè inceneritoristi e petrolieri possano ingrassarsi.

Tralasciamo i dettagli dei deliri che hanno accompagnato l’iter della decisione di costruire l’inceneritore del gerbido e concentriamoci sul presente: con mia sorpresa, ammetto, il Governo ha deciso di togliere le sovvenzioni a queste fonti assimilate lasciando in brache di tela gli inceneritoristi, soggetti privati che con soldi pubblici dovrebbero bruciare i rifiuti e trarne profitto.

Bene, direte voi: non si fa più l’inceneritore.

E invece no. La dirigenza della TRM, la società per azioni che ha l’appalto per la costruzione e la conduzione dell’inceneritore, ha fatto sapere che l’inceneritore si farà comunque, ma che saranno i cittadini a subire le conseguenze di questa infausta decisione con un aumento delle tariffe di smaltimento.
Tutto questo accompagnato da un coro di lamenti vergognosi dell’amministrazione Chiamparino, Saitta e Bresso per i quali è logico che l’amministrazione pubblica si preoccupi dei ricavi del privato.
Ma l’inceneritore è progresso. Se sei contrario sei un anarcoinsurrezionalista, un estremista radicale.
L’inceneritore non è progresso. Appartiene a una cultura pericolosa di consumo indiscriminato e insostenibile. Appartiene a una cultura che nega il principio di precauzione per cui una tecnologia che non è sicura e di cui si ignorano gli effetti sulla salute dell’uomo non deve essere applicata.

Ho assistito a incontri con politici locali “estremisti” e con cittadini evidentemente appartenenti a frange dell’anarchia bombarola della peggior specie dove venivano portati argomenti esaustivi, coerenti, efficaci, documentati a cui si contrappongono annunci catastrofici di emergenza rifiuti a Torino e di danno economico incipiente (a danno di chi non è mai specificato molto bene).





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