Archive for the ‘finanza’ Category

Mi perdoni Douglas Adams e i suoi eredi per la pessima parafrasi del titlo del suo libro, ma la situazione è talmente surreale…

Parto dal post sul blog di Grillo IL DODO E IL MADE IN ITALY di Eugenio Benettazzo. Analisi semplificata, ma calzante della situazione in cui siamo finiti.

Parlando l’altro giorno con un responsabile di produzione di una azienda tessile locale con cui collaboro professionalemte (chissà ancora per quanto, viene da chiedersi) è emerso evidentemente che la ruota di cui si parla nell’articolo dei grilli tiberini è ormai quadrata e con i supporti grippati. Siamo al punto che le poche aziende che potrebbero ancora lavorare (in quel settore, sia chiaro) stanno trovando difficoltà a reperire i materiali da produzione (parliamo di filati) in quanto le filature italiane stanno chiudendo una dopo l’altra per la concorrenza cinese ed indiana. Si trovano quindi nella situazione paradossale di avere ordini e rischiare di non riuscire a dare un prodotto conforme alle precedenti forniture o ai campionari perchè la filatura che faceva quel particolare filato, con quella particolare tintura e soprattutto con quella qualità frutto di anni di collaborazione con i clienti, se va male ha chiuso.  Se va peggio è stata spostata in Croazia, Albania, Macedonia, Romania e chi più ne ha più ne metta.

Nel frattempo la politica, quando non si trastulla per cercare di non finire in galera, va a fare le missioni commerciali in Cina invitando gli imprenditori perché approfittino delle opportunità offerte dall’unico paese comunista più a destra della Tatcher. Ma fino a quando al governo c’è gente che non ha mai prodotto una virgola, e se l’ha prodotta ha tutto l’interesse a curarsi il proprio portafoglio in barba al benessere della nazione l’unica via di salvezza sta nel prepararci al meglio al ritorno alla campagna (sempre che nel frattempo non ci abbiano costruito sopra una piattaforma logistica per le merci in arrivo dallo stesso paese comunista più a destra della Tatcher).

Ormai abbiamo un debito pubblico che è una zavorra che frena qualsiasi opzione: lavoriamo per pagare i debiti contratti negli anni da politici corrotti e incapaci. Come possiamo pensare che restino le risorse per ritornare ad essere competitivi quando le uniche cose che si sentono sono “dobbiamo sostenere il consumo e il potere di acquisto degli italiani” PER COMPRARE LE SCARPE FATTE IN INDIA?! Solo questo riescono a concepire queste menti finissime dei nostri politici nazionali? Quelli che dovrebbero decidere del nostro futuro?

La ruota di cui si parla nell’articolo citato sopra fa parte di un meccanismo insostenibile, che ha funzionato finché ha potuto, ma non smetterò mai di pensare che la crescita infinita in un sistema chiuso come una palla di terra galleggiante nel nulla siauna chimera per sessanta-settantenni con ancora nelle narici l’odore del boom economico che è ancora riuscita a dare ai figli un miglioramento del tenore di vita. Noi trentacinque-quarantenni invece siamo la prima generazione che probabilmente non sarà in grado di fare lo stesso con i propri figli (Pessimista! Cassandra!) perchè dovrà mangiarsi i risparmi dei genitori per campare. Poi qualche anno di guerra civile ci darà il colpo di grazia e saremo pronti per partire (ed emigrare in Cindia).

Forse.

soldi_veriAh Silvio, non ti credono nemmeno più quelli di confindustria.

Abbiamo dato soldi veri, 140 milioni di euro destinati alle zone sottosviluppate, al comune di Catania per tappare la voragine di bilancio lasciata da due allegre gestioni Scapagnini, il tuo medico di fiducia che ti passa gli antiossidanti e il viagra.

Daremo soldi veri, qualche centinaio di milioni di euro, per non accorpare elezioni e referendum in nome di uno squallido calcolo politico.

Daremo soldi veri per consentire degli ampliamenti edilizi a chi di soldi ne ha (perchè chi non ha i soldi per arrivare a fine mese non pensa di ampliarsi la casa) già per far ridere nuovamente sti palazzinari delle palle, unico settore, quello del tondino e del calcestruzzo in mano per buona parte a mafiosi e paramafiosi e con un contenuto tecnologico fermo all’età della pietra. Silvio: ti faccio una rivelazione. Un cementificio funziona con lo stesso sistema da circa 100 anni. Il massimo della ricerca è capire come usare le ceneri degli inceneritori nei calcestruzzi senza che la gente si ammali troppo in fretta. Il tondino è così anche lui da 100 anni e fischia.

Se proprio non riusciamo a svincolarci dal PIL in eterna crescita, è possibile che non si riesca a incentivare un settore ad alto contenuto tecnologico, dove si sviluppi conoscenza, sapere, know how? No. Soldi a fondo perduto per fare cemento, tondini e automobili, forni a 4 ruote vecchi di 100 anni con attorno un fottio marchingegni per ottimizzare un prodotto fallimentare.

Però non possiamo aspettrci altro, fino a quando al potere ci saranno dei vecchi balordi pieni di cocaina e viagra con un’aspettativa di vita di 10 anni.

Mio figlio di 2 anni li ringrazia anticipatamente per il deserto che troverà tra qualche anno.

…fanculo…

Da “l’aereo più pazzo del mondo”.

A Marzo 2008 si leggeva su “CARTA”

È arrivata durante la notte la nuova proposta di Air France-Klm sull’Alitalia, che non si discosta molto dalla precedente.
Confermati 2.120 esuberi: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. Nel documento spedito ai nove sindacati risultano in esubero piloti, assistenti di volo, personale di terra. Così suddivisi: 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all’estero e 398 del personale di terra in Italia. Il Gruppo Air France-Klm intende acquisire Alitalia Fly e 4.191 dipendenti attualmente in capo ad Alitalia Servizi. La proposta di accordo inviata stanotte da Parigi prevede la creazione di due nuove società [NewCo] una per lo handling [i servizi aeroportuali di assistenza a terra] a cui farebbero capo 1.881 dipendenti ed una seconda per la manutenzione dove confluirebbero 2.310 addetti. È previsto un piano di accompagnamento sociale per gli esuberi: ad ogni lavoratore verrà offerto sia l’opportunità di un pensionamento immediato o differito, sia un aiuto per riqualificarsi attraverso formazione, incentivi finanziari per nuove attività.
E’ prevista, come nella prima proposta, la riduzione della flotta. Stop per 37 aerei passeggeri, la flotta passerà da 174 a 137. Moratoria per i 3 cargo, che perdono all’anno un terzo del fatturato. Il settore proseguirà l’attività sino al 2010 quando terminerà il servizio. Nel piano si specifica che Roma sarà l’hub in Italia, in una rete di voli concentrata intorno a tre principali hub intercontinentali [con Parigi e Amsterdam]. Quanto al nodo Malpensa, è comunque previsto «un importante gateway a Milano riorganizzato». Questa la proposta definitiva che Jean-Cyril Spinetta, il presidente di Air france-Klm, sigilla con un: «Non posso fare di più».
Immediata la reazione a Piazza affari alla nuova proposta di Air France. Le azioni Alitalia, dopo le prime dichiarazioni negative dei sindacati, sono rimaste sospese per tutta la mattina per eccesso di ribasso [-29%].
I sindacati hanno bocciato il piano, ma si sono dichiarati intenzionati a sedersi al tavolo delle trattative previsto il 31 marzo. Dopo una riunione intersindacale tenutasi in mattinata, le otto sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl, Unione Piloti, Anpav e Avia, hanno diffuso un documento congiunto in cui si legge che il «piano presentato da Air France-Klm è insufficiente ma i sindacati vogliono, comunque, andare al tavolo di trattativa per scongiurare il fallimento di Alitalia».
Guglielmo Epifani leader della Cgil rimane possibilista: «Il piano di Air France presenta molte criticità, credo che però bisogna fare ogni sforzo per evitare il fallimento di Alitalia». Il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini parla del documento come «un punto di partenza». «La trattava è appena cominciata e a fronte di un completo fallimento della compagnia abbiamo il dovere tentare fino all’ultimo minuto utile di trovare una soluzione». Il segretario nazionale dell’Ugl trasporti, Roberto Panella, prima dell’inizio della riunione si è limitato a commentare: «Il documento ci lascia interdetti, contiene purtroppo la riconferma e addirittura l’inasprimento delle posizioni registrate nei precedenti incontri». Per Marco Veneziani segretario generale della Uil trasporti il progetto «sembra un piano di grossissimi tagli che provoca troppi esuberi e che se non sarà cambiato notevolmente credo che non ci saranno grosse possibilità per mandarlo avanti». Decisamente più duro il commento del sindacato dei piloti Alitalia che non ha partecipato alla riunione intersindacale. «I piloti sono pronti anche ad accettare il fallimento della compagnia–lo ha affermato il presidente dell’Anpac, Fabio Berti–e stanno anche valutando se partecipare all’incontro con le controparti convocato per il 31 marzo prossimo».

Prima delle vacanze mi sono permesso un commento in proposito.

Oggi invece il buon Marco Travaglio, dal Blog di Beppe Grillo, fa un quadro della situazione molto diverso.

Intanto i numeri sugli esuberi.

Poi i denari che il sistema Italia avrebbe incassato e che invece dovrà sborsare.

Le infrazioni a qualsiasi legge sull’antitrust nazionale ed europea.

Le regalìe agli amici industriali al netto dei rischi d’impresa.

La sodomizzazione dei piccoli azionisti.

Grazie Presidente. Meno male che Silvio c’è. Peccato che non sia gravemente malato.

Mi permetto anche un plauso ai sindacati e in special modo al presidente del sindacato piloti Sig. Berti per la loro lungimiranza.





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