PROVE DI OSCURANTISMO BECERO (e un po’ coglione, però)

Dal blog di Beppe Grillo:

Il Senato ha approvato il filtraggio dei siti con l’emendamento D’Alia, senatore UDC e compagno di banco di Cuffaro. Se, in futuro, un blogger dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Di leggi ingiuste ne sfornano una al giorno. C’è solo l’imbarazzo della scelta. La prima è stata il Lodo Alfano e l’ultima la denuncia da parte dei medici dei clandestini che si fanno curare. La legge D’Alia può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque questo si trovi, anche se all’estero. In pratica schierano i server alle frontiere invece che gli eserciti.

Come a tutte le malattie stupide, create da menti incompetenti e sempre un passo indietro rispetto al mondo, c’è l’ovvio vaccino: OpenDNS e l’uso di un proxy esterno.

Premettendo che non sono a favore di chi fa apologia di reato, in rete quanto in TV (incitare a tirare fuori i mitra non è apologia di reato Mr. Bossi? L’apologia del fascismo una volta non era reato, cazzo di naziskin?), sono sconvolto dalla faccia tosta di questi governanti da quattro soldi. Il nostro Paese sta sprofondando nel debito e nella disoccupazione più nera e questi fetenti trovano il tempo di trastullarsi con cazzate simili.

Signori, questa è censura bella e buona. Basterà fare una legge che consideri reato qualcosa di non gradito e zacchete! La rete sarà azzittita con tutti i bloggers e media indipendenti.

OPPOSIZIONEEEE! DOVE CAZZO SEI, VELTRONI! SEI TROPPO IMPEGNATO A FLIRTARE CON IL NANO MALEFICO?

…non mi sente… vabè, avrà già installato il filtro.

Il filtraggio prospettato da questi poveri mentecatti può avvenire in due modi: filtrando gli IP o filtrando le richieste DNS.

Quello che segue è un sunto assolutamente non tecnico, fatto da un non tecnico e assolutamente perfettibile. A mio avviso però ci da un’idea del problema e delle soluzioni.

Nel secondo caso, quando voi digitate nel browser http://www.apologiadireato.com (nome fittizio non esistente), inviate una richiesta al DNS server del vostro provider che si preoccupa di tradurre il nome del sito in un indirizzo IP tipo 123.456.789.000 e vi collega al sito richiesto. Con questa legge il vostro provider è tenuto a filtrare tutte queste richeste per cui in teoria non riuscireste a connettervi al sito incriminato e oscurato. Per aggirare il blocco censorio “a norma di legge” basta impostare la vostra connessione internet in maniera che utilizzi un server DNS fuori dal territorio italiano che pertanto non  sia soggetto all’oscuramento.

Se poi fossero veramente incavolati e ci bloccassero l’IP in uscita possiamo ricorrere a una proxy esterno, ovvero un server che richiede il sito a nome nostro e ce lo invia, con la differenza che per il nostro provider internet noi risulteremo collegati al proxy e non al sito incriminato e oscurato, il tutto senza infrangere la legge. A questo proposito ci sono dei plugin per firefox o dei programmi esterni tipo proxy switcher (www.proxyswitcher.com) che si preoccupano di gestire la connessione al proxy per noi. Un vantaggio collaterale è l’anonimato che ne risulta: è molto difficile risalire ai visitatori del sito in questione a meno di ottenere i “tabulati” dei proxy, che magari sono in qualche parte del mondo non troppo propensa a collaborare.

A questo punto dovrebbero proprio iniziare una guerra pesante: dovrebbero vietare l’uso di proxy o filtrare tutti i dns server del mondo, ma sarebbe impossibile e inoltre sarebbe chiaro l’intento liberticida e la maschera sarebbe calata.

Chissà come mai non sono così solerti a insidiare la privacy dei paradisi fiscali. Mah.

Buon surfing anonimo e che Dio strafulmini i pedofili sulla rete.

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