LATTE CRUDO: LA VERITA’ STA NEL MEZZO

Devo scusarmi: mi sono fatto prendere la mano e non mi sono informato a sufficienza.

Ho parlato in queste feste con un amico veterinario specializzato in sicurezza alimentare dell’argomento e mi ha dato alcune informazioni in più per vedere bene il problema in prospettiva.

Il latte crudo è sicuro, ma…

Dimentichiamo la visione poetica del nonno di Heidi che munge la sua singola mucca: il latte che arriva ai distributori, oltre che permettere un margine di guadagno maggiore ai produttori, non rientra nelle quote latte, per cui arriva anche da eccedenze di produzione e di conseguenza da allevamenti con numerose mucche.

Ovviamente il latte non viene controllato “a tappeto”, ma a campione, per cui è possibile ch nella stalla ci sia un capo con una infezione in corso che contamini il “raccolto”. Ovviamente quel latte sarà diluito insieme a quello sano e quindi è probabile che la carica batterica sia comunque inferiore a quella pericolosa. Se poi la catena del freddo viene rispettata non dovrebbero incorrere problemi di sorta.

E’ ovvio che se per incidente si interrompesse la catena del freddo o l’infezione fosse più estesa ci potrebbero essere dei rischi.

E sa va storta?

Sappiamo che la Legge di Murphy è sempre in agguato, ma in questo caso l’allarmismo è fuori luogo: l’infezione da E. Coli si risolve, in una persona sana, con effetti gastroenterici non gravi. La temuta infezione emolitica renale è data da un “modello” specifico di batterio che non è così comune. E comunque anche l’aggressione da parte di questa variante più cattiva è curabile, per cui non ci si lasciano le piume.

Diverso è il discorso per le categorie “a rischio”: Donne incinte, Anziani e Bambini per i quali un’infezione sarebbe da evitare comunque e pertanto si consiglia l’uso del prodotto previa bollitura.

Quindi?

Quindi l’informazione che avrei voluto sentire in quei giorni di fuoco sarebbe dovuta essere più pacata dove mi si sarebbe dovuto dire che il prodotto consumato crudo presenta alcuni rischi non gravi (e per NON GRAVI intendo ANCHE POCO PROBABILI) per una persona sana, mentre è raccomandata la bollitura del prodotto in caso di somministrazione a soggetti a rischio.

I produttori avrebbero potuto aggiungere che, nonostante la bollitura rovini le caratteristiche organolettiche del latte, come è stato ampiamente sottolineato, il latte rimane PIU’ BUONO di gusto e PIU’ ECONOMICO.

Soprattutto non avrei voluto vedere chi dovrebbe tutelare la nostra salute agitarsi in preda al panico minacciando chiusure, blocchi e altre azioni assolutamente irrazionali dando adito a congetture anti-lobbystiche più che plausibili.

Buon anno a tutti.

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