MELAMINA – LATTE CRUDO: 294.000 a 9

E’ di questi giorni “l’allarme” lanciato con enfasi dal ministero della salute sul rischio contaminazione batterica da E.Coli del latte crudo venduto nei 2000 distributori alla spina che può causare blocchi renali. Pronta la reazione a questa emergenza sociale (9 casi sospetti) con decreti per la sospensione della vendita del latte crudo alla spina.

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Tra le argomentazioni del ministro ci sta anche il fatto che il latte crudo sarebbe COMUNQUE da consumare DOPO bollitura e che molti distributori non informano adeguatamente il consumatore di questo comportamento.
Ad esempio sul mio distributore c’è scritto: essendo il latte sottoposto a rigorosi controlli, si può consumare senza bollitura a meno che non si voglia prolungarne la conservazione da un paio di giorni a 4-5 giorni.

Si vada sul sito www.milkmaps.com per trovare altre informazioni oltre che una graziosa intervista a un produttore apparsa su Il Resto del Carlino.

A parte la solerzia sospetta del ministero, mi sembra che esista un disciplinare tecnico-giuridico che regola la distribuzione di questo prodotto, a partire dai controlli che il prodotto deve subire alla fonte. E’ chiaro che c’è un rischio insito in ogni operazione che prevede dei passaggi di filiera, per di più con una catena del freddo in mezzo, ma arrivare all’allarme nazionale quando in Europa c’è un lieve problema con la carne suina alla diossina, mangimi alla diossina con chiusure di interi allevamenti in Irlanda, mi fa pensare che una qualche pressione lobbystica per accelerare lo stop a questi produttori indipendenti di latte non sia un’ipotesi campata in aria.

La pretestuosità delle argomentazioni dei detrattori del latte crudo è disarmante se si pensa a questo semplice fatto: se il bambino in questione fosse stato aggredito dal batterio E. Coli tramite il distributore di latte crudo, non credete che, a meno che non fosse stato L’UNICO consumatore quel giorno e non avesse incontrato L’UNICO BATTERIO presente nei 100/200 litri di latte contenuti in un distributore, avrebbero dovuto esserci altri casi contemporanei di infezione più o meno virulenta? Questo povero bambino ha da essere il più sfigato del paese, povera stella. Se qualche epidemiologo di buona volontà vorrà prendersi la briga di sciorinare il suo sapere, è pregato di contestare questa osservazione di statistica da quattro soldi.

Mi piacerebbe che la stessa solerzia e attenzione alla nostra salute fosse indirizzata anche verso la proliferazione di inceneritori e altre tecno-porcate che seminano diossine a norma di legge.

Io, comunque, continuerò a berlo e continuerò a sostenere l’azienda agricola che si affranca dallo strozzinaggio dei grossisti e che produce un prodotto che è PIU’ BUONO.

Aggiornamento: Latte crudo in Italia – Blog della Dott.ssa Claudia Costanza

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