Dittatura morbida? No grazie.

Come dicevo nei post precedenti, non passa giorno che, sfogliando i giornali, sento suonare continui campanelli d’allarme.

Quindi mi interrogo e mi chiedo: sarò io che sono pessimista? Sarò io che non ho bene il quadro della situazione? Però ci sono troppe cose tutte insieme e tutte in fila che concorrono a comporre un quadro che mi sa di deja vu e la risposta che mi do non mi piace per nulla.

Inizia tutto con il lascito al Berlusca da parte di Prodi di un decreto del Presidente del consiglio che permette di apporre il segreto di Stato anche a “gli stabilimenti civili di produzione bellica e gli impianti civili per produzione di energia ed altre infrastrutture critiche” quali possono essere ad esempio strutture legate all’energia e ai rifiuti, allo stoccaggio di scorie nucleari, perchè no. Con questo scherzo si tagliano fuori tutte quelle agenzie di controllo del territorio locale (ASL, VV.FF., procure) che verranno scavalcate da enti interni al Governo.

Continua con quella infelice uscita di Fini alla Camera contro Di Pietro (si veda il video in testa) che si consuma in una applauso scrosciante e non viene invece sepolto da una sollevazione dell’opposizione. Morfeo Napolitano non si è nemmeno preso la briga di dire in pubblico una parola in proposito.

Si scivola sempre più nel buio quando si legge che il prode Ignazio La Russa, Ministro per la Difesa, si propone di militarizzare le prefetture con 2500 soldati dell’esercito (ricordiamoci che attualmente l’esercito Italiano è tutto di volontari) per combattere l’emergenza sicurezza (mi immagino il VFB di Pizzo Calabro che piantona di notte la villetta in brianza…) con compiti di polizia, ma sotto il comando dei prefetti neh.

L’accelerazione la si avverte quando il piccolo Duce Berluskaiser dichiara la linea dura contro chi si opporrà al virtuoso ciclo dei rifiuti in Campania, minacciando arresto immediato e pene severe, oltre che la militarizzazione dei siti preposti allo smaltimento (attenzione, vigilanza armata, citano i cartelli gialli intorno alle zone militari. Alto la, chi va la PUM PUM fermo o sparo!). Lo Stato deve tornare a fare lo Stato e non deve più farsi condizionare dai veti delle mille minoranze rumorose. La soluzione quindi è quella di ingabbiarla, la minoranza.

Tutto questo alla luce del sole con il beneplacito della stampa nazionale che non urla allo scandalo, ma che definisce il tutto una dittatura morbida quasi desiderata dal paese e nel disinteresse dell’opposizione alla morfina che non urla allo scandalo, ma si interroga sulla liceità della legge sull’immigrazione.

Tanto di cappello a questo sistema che è riuscito in 15 anni a cancellare ogni traccia di memoria storica di un intero paese che rischia, senza accorgersene e con l’applauso di molti, di scivolare di nuovo in un periodo non bello.

Grazie Italia e grazie a tutti quegli italiani che hanno bisogno di un padrone da inneggiare alle adunate domenicali per dimenticare di aver perso la dignità.

Potrebbe essere un buon momento per iniziare a credere in un Dio e pregarlo.

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