LAVAVETRI o LAVATIVI?

A costo di sembrare iper-garantista, mi chiedo una semplice cosa: in un paese con il debito pubblico alle stelle, con una pubblica amministrazione in mano a (molti) dirigenti privi di iniziativa e vittima di un’intoccabilità di fatto della casta dei dipendenti pubblici che dilapida le risorse economiche generosamente donate dai cittadini lavoratori, è possibile che si riesca a far passare un ordinanza e a darle un risalto mediatico degno della nascita dell’erede maschio dell’imperatore che mette fuorilegge i lavavetri?

I LAVAVETRI?!

Evidentemente in un delirio da sondaggio dove, dopo anni di campagna terroristica sulla mancata sicurezza nelle città vera o presunta che sia, si è capito che la gente ha bisogno di legalità, si è individuato l’assalto al tergicristallo come punto cardine per la controffensiva volta al ripristino dell’ordine perduto. In questa maniera si soddisfa quel razzismo palese del popolo destrorso e quello strisciante del borghese di sinistra che individua nel lavavetri l’avanguardia sfacciata di quella marea di barbari migranti che è destinata a invadere le terre italiche.

Personalmente sono molto più preoccupato del progressivo e nemmeno molto strisciante imbarbarimento degli stanziali indigeni, gasati da mass media che trasmettono e premiano dei “valori” malati tipo il briatorismo, il berlusconismo, il velinismo e via discorrendo. Sono molto più preoccupato quando sento di genitori che aggrdiscono gli insegnanti “rei” di aver fatto il loro mestiere e aver castigato il pargolo malato di ciuccismo e asinite se non di bullismo acuto. Sono molto più preoccupato quando sento di ragazzini che pestano a sangue un coetaneo per rapinarlo o per il gusto semplice di sottometterlo.

Però di tolleranza zero in questo senso non se ne sente parlare, anche perché si va a toccare nel vivo l’elettorato.

Ma non era di questo che volevo parlare.

Quello che mi chiedevo era: e’ meglio un lavavetri al semaforo in più o un lavativo in meno in un qualche ufficio della pubblica amministrazione? Che cosa migliorerebbe la nostra qualità della vita? Sapere che nella pubblica amministrazione ci sono persone capaci, zelanti che meritano fino all’ultimo euro del loro stipendio e che invece i furbi, gli arraffoni, i lavativi, i raccomandati possono essere cacciati a pedate se non fanno il loro mestiere? Oppure sapere che non dovrò dire di no a uno sconosciuto a un semaforo mentre cerca di lavarmi il parabrezza?

Perchè un dipendente pubblico che ruba lo stipendio contribuisce in maniera attiva all’aumento del debito pubblico e alla diminuzione della qualità del servizio della pubblica amministrazione, oltre che a sottrarre un posto di lavoro a una persona magari più capace o almeno onesta.

Però in questo campo la tolleranza zero non esiste, perché si va a toccare un elettorato numerosissimo oltre che un pozzo nero di possibilità di compravendita di voti. Il tutto con il beneplacito della trimurti CGILCISLeUIL. Ma che cosa le tenete ancora a fare queste tessere? Vi servono per compilare il 730?

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