Alta Velocità o Alta (in)Capacità?

Dal Blog di Beppe Grillo “L’insostenibile lentezza della TAV” si scoprono alcune informazioni interessanti.

 

democrazia dal basso...
immagine da: www.misteriditalia.com
Democrazia dal basso (Direi più dall’alto verso il basso come i fendenti dei tonfa)

 PREMESSA d’OBBLIGO: Le informazioni evinte dal Blog sono fornite da una parte in causa che è evidentemente contro al progetto. Le omologhe informazioni della parte pro TAV non sono disponibili in quanto non è evidente interesse della suddetta controparte di giocare a carte scoperte fornendo dei dati che non siano fumosi e propagandistici. Mi dispiace, ma è la cruda realtà.


CHI PARLA: Antonio Ferrentino, presidente del comitato Val di Susa.



PUNTO 1

Dove si capisce quanto siamo stronzi.

Il buon Martinat, esponente del governo Berluskaiser, si è accollato la spesa per la realizzazione dei 2/3 dell’opera in comune con i francesi che si situa per 2/3 in territorio francese.

Ovviamente questo produce un aumento dei costi a carico della comunità Italiana, anche di quella a favore del progetto.

PUNTO 2

Dove si capisce che del debito pubblico non interessa a nessuno, tranne quando ci sfilano i soldi dalle tasche in maniera palese.

Da una spesa inizialmente prevista di 6 Miliardi di EURO (SEI MILIARDI DI EURO: 12.000 MILIARDI DI VECCHIE LIRE!) siamo passati, con la mossa del giaguaro di cui sopra, a 9 Miliardi di EURO che sono poi aumentati a 17 Miliardi di EURO e non abbiamo nemmeno iniziato a scavare…

Ferrentino stima un costo prevedibile di 30 Miliardi di Euro, ma sono cose che in Italia non capitano. E’ solo uno sporco anarcoinsurrezionalista che fa squallida propaganda.

E’ anche vero, come dicono i PRO-TAV, che abbiamo i finanziamenti europei, ma questi signori omettono di quantificarli nella loro enormità: secondo un lancio di agenzia dell’ADNKRONOS i finanziamenti chiesti congiuntamente da Italia e Francia ammontano a 725 mln di euro, di cui 494 per l’Italia e 231 per la Francia per il periodo 2007-2013.

Ora, visto che la matematica non è un pignone, facendo il conto della serva e ottimisticamente ipotizzando che i costi si mantengano sui picchi stimati di 17 Miliardi di Euro, otteniamo che il finanziamento in quota al Bel Paese ammonta al 2,9% del costo dell’opera. WOW! Ci tirano due tozzi di pane secco e dovremmo anche scodinzolare. Ma porc….

Che poi, mi vien da dire: ma i soldi della C.E. mica nascono dal nulla, ma sono soldi nostri versati per la madonna in quell’enorme teatro delle marionette pro WTO che è la Commissione Europea.

PUNTO 3

Dove 120 risulta maggiore di 160

I TGV in galleria (quella di 56 Km) dovranno correre a 120 Km/h per motivi di sicurezza, mentre ora, su una linea un po’ demodé, corrono a 160 Km/h. Dunque alta velocità, si, ma di meno di adesso. Però almeno avremo una capacità maggiore di trasporto, visto che la linea di adesso è evidentemente satura.

PUNTO 4

Dove la capacità di una linea ferroviaria dipende da che lato del carnet degli assegni la guardi.

Dati dell’osservatorio tecnico sulla TAV, con tanto di carta intestata della Presidenza del Consiglio:

Attualmente sulla linea Torino-Modane-Lyon transitano 74 treni al giorno con un traffico merci che nel 2006 è stato di 6,4 milioni di Tonnellate in diminuzione rispetto ai 10 Milioni di Tonnellate degli anni passati.

In compenso la capacità massima della linea attuale potrebbe essere di 226 treni al giorno… 3 volte tanto.

Quindi il fatto che la linea attuale sia satura e risulti indispensabile aumentarne la capacità perde peso. Inoltre il trend in discesa del traffico merci su ferro rilevato dall’osservatorio lascia pensare che le stime del traffico merci proiettate 20 anni nel futuro (perchè questi saranno i tempi di realizzazione) siano cifre campate in aria tanto per giustificare un’opera davanti a un popolo di decerebrati.

PUNTO 5

Dove la sostenibilità di un’opera dipende da che lato del carnet degli assegni la guardi.

Tanto di cappello alla comunità della Val di Susa che ha rifiutato una compensazione del 5% del valore dell’opera. Ha rifiutato una pioggia di soldi frutto del perverso meccanismo per cui si comprano i consensi delle amministrazioni locali perennemente in bolletta (e parliamo di 1500 miliardi di lire…) per ribadire che si devono fare le opere che servono veramente.

CONCLUSIONE

Avrei veramente voluto pubblicare qualche dato volto a confutare queste tesi, ma non si trovano. Non esistono.

Esistono soltanto appelli al buon senso, al fatto che gli interessi nazionali non devono subire i ricatti delle comunità locali, che perdiamo i finanziamenti europei, che il Nord che produce sarà tagliato fuori dall’Europa… tante parole, ma di dati verificabili neanche l’ombra.

A questo punto l’unico pensiero che mi attraversa la testa è che quest’opera è concepita da una combriccola di affaristi travestita da Commissione Europea e appoggiata dai loro agenti di commercio nel Parlamento Italiano per far fare soldi a qualche amico che guarda caso possiede società di prospezione e trivellazione (Un ex ministro come Lunardi in primis).

E poi uno non si deve incazzare.

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