LA NUOVA VISIONE DEL MERCATO

…SECONDO I NOSTRI POLITICI.

Come ormai è noto il mercato non è più di destra, ma pare appannaggio di questo nuovo mostro di centrosinistra postdemocristianradicale che vede nella figura del buon Vicepremier ex sindaco di Roma il suo sorridente alfiere e teorizzatore.
La nuova teoria che ci propongono riguarda il mercato dei carburanti per autotrazione e la sua teorica liberalizzazione cercando di convincerci che la panacea di tutti i mali sia di passare dal cartello delle compagnie petrolifere al dumping della grande distribuzione. Questo quando il maggior responsabile del prezzo del carburante è il governo che con le accise si guadagna una finanziaria all’anno (e ne mancano sempre…).
Ma quello che mi manda in bestia è sentire un “massimo esperto di economia energetica” affermare che per combattere i cartelli si debba lasciare in mano alla grande distribuzione commerciale la vendita dei carburanti in quanto, potendo rinunciare al guadagno di 3-4 eurocent al litro, questi possono venderla sottocosto, garantendo ben 84 euro di risparmio l’anno agli italiani.
Qui si passa dalla mancanza di concorrenza alla concorrenza sleale. E ti credo che i benzinai protestano. Chissenefrega del valore aggiunto che ti può offrire il benzinaio mentre ti vende il pinetto profumato o la spazzola del tergicristallo che trovo nello stesso ipermercato dove vado a fare benzina.
Questo è fare un regalo alla grande distribuzione, come è già stato fatto per i farmaci da banco. Questa è la nuova economia di sinistra… e non la vedo tanto meglio di quella di prima. Anzi.
Questa è subdola, te la vendono al servizio del cittadino-consumatore.


IO NON VOGLIO ESSERE CITTADINO-CONSUMATORE! ANDATE TUTTI A CAGARE NELLE ORTICHE! LA POLITICA SI DEVE OCCUPARE DEL CITTADINO-ESSERE UMANO. DEL CONSUMATORE SE NE DEVE OCCUPARE IL MERCATO NEI LIMITI DI LEGGE.

Che poi mi fa sorridere l’ingenuità con cui si va a parlare di concorrenza in un mercato come quello del carburante: siamo ormai tutti convinti e certi che l’automobile sia un diritto acquisito, quasi più della salute, per cui il carburante è una merce richiestissima per cui il mercato si regola verso il massimo profitto. La legge per cui aumenta la domanda diminuisce il prezzo è una bufala fatta per far credere agli sciocchi che il libero mercato sia un sistema giusto e ottimale.Sveglia gente, siamo nell’era dei finanzieri dove ciò che conta è il numerino finale nell’ultima pagina di bilancio (vero o falsificato che sia), per cui il mercato si regolerà verso il massimo profitto sempre e comunque. E se questo non si ottiene semplicemente aumentando i prezzi , riducendo i costi delocalizzando, esternalizzando, spremendo i salari al minimo, lo si ottiene barando. Se poi non basta si prendono ancora gli aiuti di stato elargiti da qualche politico amico. Comunque la direzione è quella. Dritta nel nostro didietro.


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