IN MEMORIA

23 MAGGIO 1992 - 23 MAGGIO 2008

Il nucleare? Non Regge…

La richiesta di tornare a investire nell’energia nucleare era arrivata pochi minuti prima che Scajola intervenisse dal neopresidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel suo primo discorso all’assemblea degli industriali. «È tempo di tornare a investire nell’energia nucleare, settore dal quale ci hanno escluso più di vent’anni fa decisioni emotive e poco mediatiche». La risposta di Scajola, che insieme al governo ha puntato sul nucleare sin dal suo insediamento, non si è fatta attendere: «Confermo - ha detto il ministro - che non è più eludibile la definizione di un piano di azione per consentire il ritorno all’energia nucleare. Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente». Ma non solo sul nucleare deve puntare l’Italia per abbassare i costi della propria bolletta energetica. Servono, ha detto Scajola, più infrastrutture come i rigassificatori e i siti di stoccaggio, sviluppo delle rinnovabili e carbone pulito.

Da “La Stampa” - 23/5/2008 Va bene, e facciamolo sto Nucleare.

Tanto a sentire Tullio Regge è sicuro, Chernobyl ha causato in tutto 30 morti e 300 casi di tumore alla tiroide e in 100 anni le scorie non sono più un problema. (Sempre da La stampa del 23/5/2008, pagina 6) . Inviterei il sig. Regge a parlare con qualche medico “della mutua” circa uno strano aumento di patologie tiroidee in donne nate intorno agli anni di Chernobyl e dei loro dubbi e perplessità.

Mi piacerebbe una cosa: che il deposito di scorie si facesse nel comune di residenza dell’On. Scajola, della SIg.a Marcegaglia, nel mausoleo del Berlusca ad Arcore, un po’ anche all’AD di ENEL, una suppostina radioattiva a casa Veltroni e soprattutto mi piacerebbe che di queste scelte la smettessero di parlare dei vecchi bacucchi con una aspettativa di vita massima di 10 anni.

Non mi piace il prof. Regge nonostante ne ammiri il sicuro valore intellettuale e scientifico, e ancora meno mi piace quando va in giro a promuovere una tecnologia vecchia e finita in partenza spacciandola per sicura. C’è un principio di indeterminazione nella fisica e proprio un premio Einstein per la Fisica mi parla di certezze assolute? A me basta una probabilità di incidente grave su 10.000 per stare male. Fin che un processo dipende anche solo in minima parte dall’uomo, io non mi sento di definirlo sicuro. Oltretutto in tempi di “si salvi chi può” dove ciò che conta è un segno più alla fine del bilancio redatto in un sicuro ufficio in qualche paradiso fiscale, temo che i rischi siano ancora troppi rispetto ai benefici.

E poi, se mi dicessero: vuoi una caramella che non si consuma mai ma che costa di più e non è tossica oppure ne vuoi una che costa poco, ma è sintetica e la carta ti rimane appiccicata alle dita per 100 anni, avrei forse dei dubbi?

Già, perchè adesso il petrolio è nella curva discendente della potenzialità di estrazione, il materiale radioattivo per le centrali, fosse usato per sostituire il petrolio, finirebbe tra 50 anni e inizierebbe ad avere costi proibitivi pure lui. In più, il nucleare cosiddetto civile è comunque legato a doppio filo con il nucleare bellico, e l’idea di consegnare a mio figlio di 11 mesi un mondo seduto su una bomba atomica proprio non mi va. Regge è libero di sedere i suoi figli su una cassa di tritolo, io il mio vorrei poterlo sedere in mezzo a un prato senza fallout.

E dire che mi ero ripromesso di non parlare più di nucleare.

Articolo in proposito

Mi permetto una precisazione schifosamente cinica a discapito dei sostenitori del nucleare e di quelli che affermano che “tanto abbiamo i reattori francesi e sloveni a pochi Km dal confine”.

In caso di incidente - e piantatela di grattarvi, che tanto non serve - a un reattore francese, i danni al nostro territorio chi li paga? In caso di incidente di un reattore nucleare gestito da un qualche operatore privato sul nostro territorio i danni chi li paga? Visto che siamo in Italia, intanto li anticiperemmo noi con le nostre tasse, poi pagheremmo i sostegni all’industria colpita dalla sciagura perchè sennò i posti di lavoro… e magari dovremmo pure risarcire i paesi confinanti impestati dalla nuvola radioattiva (ma tanto Regge dice che danni non ce ne sono stati a causa di Chernobyl). Continuo a non vedere quel gran beneficio a ospitare sul nostro suolo questi arnesi.

Altra cosa: a meno di non andare su reattori di 4a generazione (che sono ancora in fase di studio e non saranno realizzabili prima di qualche annetto) raffreddati a gas inerti, quelli attuali hanno un disperato bisogno di acqua per il raffreddamento degli impianti. Il clima in Italia ormai non è più quello di 30 anni fa, si è “tropicalizzato” con periodi di precipitazioni abbondanti alternati a lunghe siccità, per cui i corsi d’acqua hanno delle portate molto variabili. Che cosa ne direste se a un certo punto succhiassero dai pozzi destinati al consumo umano razionandovi l’acqua da bere e da cucinare perchè il fiume non ce la fa a sopperire al fabbisogno della centrale nucleare?

Chi mi può tranquillizzare in proposito renderà un gran servizio all’umanità.

Perchè fino ad ora le ragioni del no sono dannatamente documentate e riscontrabili. Le ragioni del si sono molto ideologiche, povere di contenuti scientifici e quantitativi. Sembra di seguire il discorso TAV/TAC: tante parole altisonanti e d’effetto, ma sostanza: poca!

Dittatura morbida? No grazie.

Come dicevo nei post precedenti, non passa giorno che, sfogliando i giornali, sento suonare continui campanelli d’allarme.

Quindi mi interrogo e mi chiedo: sarò io che sono pessimista? Sarò io che non ho bene il quadro della situazione? Però ci sono troppe cose tutte insieme e tutte in fila che concorrono a comporre un quadro che mi sa di deja vu e la risposta che mi do non mi piace per nulla.

Inizia tutto con il lascito al Berlusca da parte di Prodi di un decreto del Presidente del consiglio che permette di apporre il segreto di Stato anche a “gli stabilimenti civili di produzione bellica e gli impianti civili per produzione di energia ed altre infrastrutture critiche” quali possono essere ad esempio strutture legate all’energia e ai rifiuti, allo stoccaggio di scorie nucleari, perchè no. Con questo scherzo si tagliano fuori tutte quelle agenzie di controllo del territorio locale (ASL, VV.FF., procure) che verranno scavalcate da enti interni al Governo.

Continua con quella infelice uscita di Fini alla Camera contro Di Pietro (si veda il video in testa) che si consuma in una applauso scrosciante e non viene invece sepolto da una sollevazione dell’opposizione. Morfeo Napolitano non si è nemmeno preso la briga di dire in pubblico una parola in proposito.

Si scivola sempre più nel buio quando si legge che il prode Ignazio La Russa, Ministro per la Difesa, si propone di militarizzare le prefetture con 2500 soldati dell’esercito (ricordiamoci che attualmente l’esercito Italiano è tutto di volontari) per combattere l’emergenza sicurezza (mi immagino il VFB di Pizzo Calabro che piantona di notte la villetta in brianza…) con compiti di polizia, ma sotto il comando dei prefetti neh.

L’accelerazione la si avverte quando il piccolo Duce Berluskaiser dichiara la linea dura contro chi si opporrà al virtuoso ciclo dei rifiuti in Campania, minacciando arresto immediato e pene severe, oltre che la militarizzazione dei siti preposti allo smaltimento (attenzione, vigilanza armata, citano i cartelli gialli intorno alle zone militari. Alto la, chi va la PUM PUM fermo o sparo!). Lo Stato deve tornare a fare lo Stato e non deve più farsi condizionare dai veti delle mille minoranze rumorose. La soluzione quindi è quella di ingabbiarla, la minoranza.

Tutto questo alla luce del sole con il beneplacito della stampa nazionale che non urla allo scandalo, ma che definisce il tutto una dittatura morbida quasi desiderata dal paese e nel disinteresse dell’opposizione alla morfina che non urla allo scandalo, ma si interroga sulla liceità della legge sull’immigrazione.

Tanto di cappello a questo sistema che è riuscito in 15 anni a cancellare ogni traccia di memoria storica di un intero paese che rischia, senza accorgersene e con l’applauso di molti, di scivolare di nuovo in un periodo non bello.

Grazie Italia e grazie a tutti quegli italiani che hanno bisogno di un padrone da inneggiare alle adunate domenicali per dimenticare di aver perso la dignità.

Potrebbe essere un buon momento per iniziare a credere in un Dio e pregarlo.

IL GIORNO CHE FINI SI FECE CIRCONCIDERE

(Ovvero come giocarsi il prepuzio pur di difendere dei naziskin idioti e assassini)

E’ ufficiale: siamo alle prove tecniche di un regime fascista della peggior specie (nonostante il dis-onorevole Sgarbi abbia berciato dagli schermi di Annozero che in Italia c’è una democrazia) con devianze tutte italiane.

E’ notizia di oggi che il povero ragazzo pestato da un gruppo di assassini sedicenti naziskin è morto senza riprendere conoscenza dopo “il trattamento” subito per aver negato una sigaretta. Le reazioni politiche sono state oltraggiose da parte di questa destra della diuresi, che a Fiuggi si è solo fatta il bidet e nemmeno troppo accuratamente,  capace di affermare che “questi ragazzi non vanno messi in croce” (vero, andrebbero mandati all’Asinara con biglietto di sola andata) e capace, con la voce di Gianfranco Fini, il tristo traghettatore di Fiuggi, di affermare che l’atto è da condannare, ma che è comunque peggio bruciare in piazza le bandiere di Israele come hanno fatto i soliti comunisti il primo maggio a Torino.

Mi aspetto a questo punto che Fini completi la sua conversione all’ebraismo sacrificando il suo viril prepuzio alla tradizione giudaica.

Ora, spero vivamente che nessun ebreo, israeliano o no, si ponga nella posizione di mettere sul piatto della bilancia i due episodi cercando di paragonare un gesto simbolico e idiota ad un assassinio.

Ripetiamolo, per i non capenti:

A S S A S S I N I O!

Fini deve sicuramente mettere ordine alle sue priorità.

NON PREOCCUPATEVI: E’ SOLO PROPAGANDA IDEOLOGICA

(SOTTOTITOLO: COME SI FA IN FRETTA A RIALZARE LA TESTA)

Non si è nemmeno ancora insediato il nuovo governo di destra che già le prime avvisaglie del nuovo che avanza non si fanno attendere.

E’ notizia di oggi che a Verona un gruppo di Naziskin, schedati con precedenti e appartenenti agli ambienti dell’estrema destra locale hanno pestato e ridotto in fin di vita un ragazzo, pare per una sigaretta negata.

A prescindere dal gesto demente e dalla futilità dei motivi, è indicativo vedere come ha reagito la destra diuretica di Fiuggi all’episodio liquidando il clamore come propaganda ideologica. Chiaramente fosse stato un immigrato più o meno regolare a compiere il fatto, questo avrebbe dato la stura ad accorati appelli contro il degrado delle nostre province “bene” assediate da una facile immigrazione favorita dal lassismo della sinistra.

In questo caso invece è la sinistra che strumentalizza un sano divertimento di ragazzotti di famiglie “per bene” (ma quale famiglia può essere considerata per bene se al suo interno coltiva elementi di questa levatura?) tacciandolo addirittura come preoccupante rigurgito fascista.

Non preoccupatevi: evidentemente la manganellata del naziskin non è un problema di sicurezza. Se vi troverete la testa rotta da un decerebrato in anfibi, giacca borchiata e più tatuaggi che neuroni vitali sappiate che siete vittima di una propaganda ideologica di sinistra.

Sarà curioso vedere come andrà a finire in sede giudiziaria e soprattutto quali saranno le posizioni dei nostri nuovi statisti (mio dio…) che stanno discutendo la spartizione delle poltrone.

A.A.A. Cercasi ragazza straniera anche lieve difetto fisico scopo matrimonio a fini di espatrio.

Astenersi mercenarie e perditempo.

Il risultato elettorale di questo fine settimana è la riprova che siamo un paese di barbari dove vince l’ignoranza e l’avidità, dove manca la lucidità di capire dove sta il presente e dove deve andare il futuro.

Quando vince un partito di mafiosi, delinquenti e puttanieri più una pletora di persone disposte a tollerare la convivenza con certi elementi per avere un cadreghino, e quando il partito dei celti, con l’idrocefalo odontotecnico della brianza e il piccolo nerone giustiziere della notte sabaudo, diventauna forza in grado di dettare una linea politica per vecchi ottusi e bigotti e cumenda dalla panza piena e dal pisello corto allora non c’è speranza.

Una nota positiva c’è: non dovremo più sentire che la corrente trozkista di un tal partito ha votato contro i colleghi marxisti leninisti.

Saranno 5 anni di passione.

DIO ESISTE! HO LE PROVE.

Il senatore Sergio De Gregorio abbandona il partito dell’Italia dei Valori per dedicarsi “anima e corpo” alla realizzazione di una Grande Coalizione alla tedesca.

Repubblica, 7/9/2006

Giusto per ricordare la forza del Bieco Batrace che oggi si scopre indagato per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio.

REGGIO CALABRIA - Il senatore Sergio De Gregorio, leader del movimento Italiani nel mondo e candidato nelle liste del Pdl, è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso in esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio. L’inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria, anticipata oggi da alcuni quotidiani, riguarda il presunto ruolo di mediatore che il parlamentare avrebbe svolto per conto della cosca Ficara per l’acquisto della caserma dell’esercito Mezzacapo. I Ficara si sarebbero rivolti a De Gregorio, che è anche presidente della commissione Difesa del Senato, per le sue conoscenze negli ambienti militari perché facesse in modo che la vendita dell’area in cui era ubicata la caserma, che ha un notevole pregio storico, andasse in porto.

Negli atti dell’indagine si fa riferimento a una cena cui avrebbe partecipato De Gregorio insieme ad altri esponenti politici, affiliati alla cosca Ficara ed imprenditori in un locale pubblico di Reggio Calabria. L’incontro sarebbe stato documentato, con alcune riprese filmate, da carabinieri in borghese seduti al tavolo accanto a quello in cui si trovava De Gregorio.

Appresa la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati, il senatore si è detto “sconcertato e, allo stesso tempo, convinto che non debba pagare prezzi politici per aver partecipato ad una riunione conviviale, su invito degli alleati di partito e nell’ambito della campagna elettorale per le amministrative del 2007″. “In quella cena - si è difeso De Gregorio - si è parlato esclusivamente di politica. Non ho mai ricevuto richieste di intervento a favore di questo o quel progetto imprenditoriale”.

Da La Repubblica Online

ITALIANI NEL MONDO: LA FORZA DEI VALORI. Avrei detto la stessa cosa anch’io.

Dispiace solo non poterne parlare male troppo apertamente di questo lombrosiano figuro, vista la sua vicinanza con i Servizi Segreti.

PINO MASCIARI. PER ORA UN EROE, SPERIAMO NON UN MARTIRE.

Con colpevole ritardo pubblico questo appello lanciato da Pino Masciari, Imprenditore Calabrese nonché testimone di giustizia condannato a morte dalla ‘ndrangheta, che per protesta verso le istituzioni che lo hanno lasciato solo al suo destino ha lasciato la località protetta senza scorta per ritornare nella sua regione e affrontare le conseguenze del suo amore per la legalità e per il suo diritto a una vita normale.

Per maggiori informazioni è disponibile il comunicato stampa in pdf oltre alla “diretta” del suo viaggio, accompagnato solo da due ragazzi del Meetup di Grillo di Torino, sul suo BLOG www.pinomasciari.org .

L’IMPRENDITORE CALABRESE GIUSEPPE (PINO) MASCIARI TESTIMONE DI GIUSTIZIA LASCIA LA LOCALITA’ PROTETTA SENZA SCORTA PER RECARSI IN CALABRIA COME FORMA ESTREMA DI PROTESTA IN ATTESA DELLA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI E CONTEMPORANEAMENTE CHIEDE PER LA FAMIGLIA ASILO POLITICO O ADOZIONE AD ALTRO STATO:
Sono un imprenditore calabrese che non si è piegato al racket, che ha denunciato, fatto arrestare e condannare decine di appartenenti al sistema `ndranghetista con le sue collusione all’interno delle Istituzioni. Inserito nel Programma Speciale di Protezione a partire dal 17 Ottobre 1997, portato via dalla Calabria e da allora sprofondato in un tunnel senza via d’uscita: in questi 11 anni non si contano i comportamenti omissivi tenuti dalle Istituzioni preposte alla mia protezione, contrari alla legge e prima ancora alla dignità della persona. Abbandonato al mio destino insieme con la mia famiglia, isolati, esiliati dalla propria terra, privati delle imprese edili e del
proprio lavoro (mia moglie è un medico-odontoiatra).
Prima mi hanno tolto il pane, poi mi hanno tolto la libertà, infine la speranza.
Dopo 11 lunghi anni di attesa e di fiducia nelle Istituzioni oggi devo ammettere che non ci sono le condizioni perché la mia famiglia continui a restare ancora in Italia considerando la situazione di abbandono e l’assenza dei settori preposti alla protezione, che sarebbe dovuta avvenire in modo vigile e costante nella località (per così dire) protetta.
La conclusione è che mi ritrovo facile bersaglio insieme alla mia famiglia della vendetta mafiosa, nell’allarmante contesto di ‘ndrangheta, acceso e dilagante.
Pertanto chiedo formalmente al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro dell’Interno Giuliano Amato e al Viceministro dell’Interno Marco Minniti con delega alla Commissione Centrale ex art. 10 L. 82/91 di risolvere tempestivamente prima della consultazione elettorale la mia annosa vicenda, garantendo il diritto al lavoro e la sicurezza presente e futura per me e la mia famiglia.
Contemporaneamente chiedo formalmente ad una qualsiasi delle Nazioni dell’Unione Europea o altra Nazione l’ADOZIONE della mia famiglia, per mia moglie ed i miei due figli, perché si prenda cura di loro con la dovuta sicurezza.
Io no! Scelgo di rimanere nel mio paese, a rischio della vita, per proseguire la strada della denuncia civile e legale dell’impotenza delle Istituzioni, che alle parole non fanno seguire i fatti concreti e per raccontare la verità sulla lotta alla mafia in Italia: chi non scende a compromessi con le dinamiche mafiose deve essere fatto fuori, in un modo o nell’altro.
Lascio dunque in data odierna la località protetta per arrivare in Calabria ed affrontare quello che sarà il mio destino, mantenendo almeno fino in fondo la dignità che in questi anni ho difeso dagli attacchi prima della `ndrangheta e poi delle Istituzioni. Poi sarò davanti ai “Palazzi” di Roma e al TAR del Lazio dove giace vergognosamente arenato da più di tre anni il ricorso contro lo Stato che mi ha revocato ingiustamente il programma di protezione, che equivale alla condanna a morte.
Lo farò in giro per l’Italia, fiducioso di trovare al mio fianco i tanti cittadini, associazioni, gruppi e Meetup, le forze sane delle istituzioni e della politica che ho incontrato in questi lunghi anni, che condividono la mia scelta e che si riconoscono nei valori della legalità e della giustizia.

La COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, già nella scorsa legislatura, la quattordicesima, aveva analizzato ed esaminato approfonditamente “il caso dell’imprenditore Giuseppe Masciari”, riconoscendo le ragioni di quanto esposto, (si rimanda ai seguenti documenti:
Approvazione della Relazione del Comitato TESTI del 9 marzo 2005- Resoconto Stenografico della 69° seduta del 14 giugno 2005 - approvazione della Relazione di Minoranza del 18 gennaio 2006, pag. 72 “Testimoni di giustizia: una risorsa umiliata”).
L’attuale COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, quindicesima legislatura, nella Seduta di martedì 19 febbraio 2008 ha approvato la Relazione annuale sulla ‘ndrangheta (Rel. On. Forgione) e la Relazione sui testimoni di giustizia (Rel. On. Napoli), che ha fatto emergere “le gravi cadute di efficienze del sistema di protezione dovute spesso a inettitudine, trascuratezza ed irresponsabilità” per questo “Lo Stato recuperi il terreno perso nei confronti di chi ha mostrato di possedere uno spirito civico esemplare”. Ha riconosciuto il rispetto dei diritti dei testimoni di giustizia, risorsa da premiare e non da umiliare. Nella relazione sulla `ndrangheta ha dichiarato la
pericolosità mondiale di tale struttura criminale.
Le Istituzioni, la politica, Confindustria, raccolgono collezioni di buone intenzioni cui non seguono fatti concreti. Non ho bisogno di pacche sulle spalle, ma di sicurezza, impiego e futuro per me e soprattutto per la mia famiglia.
Se si permette che chi ha scelto di stare dalla parte della Giustizia maturi solo disagi diventando esempio tangibile del fallimento di una rapida risposta dello Stato, ciò non rappresenta una sconfitta solo per Pino Masciari, ma una sconfitta per l’Italia intera, una vittoria per la `ndrangheta, che ha continuato e continua a fare imprenditoria moltiplicando i suoi guadagni, tanto è vero che in Calabria ha un bilancio di 35 miliardi di euro sporchi, mentre al sottoscritto non gli viene restituito il diritto di ritornare a fare l’imprenditore. Addirittura il Ministero dell’Interno con delibera del 28 luglio 2004, così afferma: “non consente di autorizzare il rientro del testimone di giustizia Masciari Giuseppe e del suo nucleo familiare nella località di origine ritenuto che sussistono gravi ed attuali profili di rischio”.
Una sconfitta per lo Stato Italiano, un messaggio devastante per chi domani si trovasse a decidere se denunciare o abbassare la testa di fronte alle intimidazioni mafiose. .
Confermo fino alla fine e con fermezza che non ho alcun rimpianto per ciò che ho fatto, perché ritengo che la denuncia sia atto doveroso di ciascun cittadino che appartenga ad uno Stato che possa ancora considerarsi di diritto.

Lì 31 marzo 2008 f.to Giuseppe (Pino) Masciari

Contatti:
www.pinomasciari.it
pino59@email.it
pinomasciari@gmail.com
Davide Mattiello 3488079996
Roberto Laddaga 3475129117

DIFFONDETE QUESTA NOTIZIA! E’ L’UNICO SISTEMA PER “SCORTARE” QUEST’UOMO E I SUOI CORAGGIOSI ACCOMPAGNATORI NEL SUO VIAGGIO CONTRO LE MAFIE.

FRANCESCHINI… CHI ERA COSTUI?

Ieri sera, Annozero. In un filmato trasmesso su Beppe Grillo, il comico pronuncia una feroce critica sui metodi produttivi industriali e la loro assurdità. Citando una famosa marca di patatine fritte in sacchetto, Beppe Grillo sostiene che le patate in questione, prima di essere messe sul mercato viaggiano su gomma dalla Germania alla Sicilia, poi di nuovo in Germania per arrivare in Svizzera e poi essere confezionate a Genova. Fosse vero sarebbe allucinante. Diciamo che prendiamo per buono le affermazioni di Grillo e quindi rimaniamo allucinati dalla assurdità della cosa per un motivo in particolare: in un’era di caro-petrolio come ci descrivono i nostri giorni, evidentemente il trasporto su gomma costa ancora troppo poco per influire su un processo industriale, mentre il suo peso ambientale è devastante.

Ma quello che mi ha fatto strabuzzare gli occhi e pensare che l’ambientalismo del fare del Water Welltron è da suicidio: Il “buon” Franceschini, che ce l’ha a morte con Grillo tanto da perdere la lucidità più di una volta, invece che confermare l’assurdità di un processo produttivo del genere mi viene a dire che “ben diverso sarebbe se queste merci viaggiassero su ferrovia” e giù a tavanare sulla necessità delle infrastrutture, sull’investire sul trasporto su rotaia e bla bla…

Franceschini: ma quando parla lei collega il cervello oppure no?

Non si tratta di scegliere il trasporto meno inquinante, ma di eliminare il trasporto inutile. Non è che un treno non consuma energia. Un treno non ha un basso impatto sul territorio, lo sega letteralmente in due, come una autostrada.

Il discorso di Grillo, assolutamente condivisibile, è che si deve prima ripensare la filiera produttiva, poi le macerie che restano le si sposta in maniera meno inquinante. Invece il nuovo che avanza, e mai come in questo caso quello che avanza puzza già di vecchio all’origine, è ancora legato a un concetto di produzione che mi aspetterei da degli ecologisti fricchettoni degli anni ‘60, dove le meraviglie della tecnica erano ancora viste come la panacea dei mali del mondo.

FOLLI! La sfida sta nell’ottimizzare le poche risorse che restano, inveece di pensare a soluzioni come l’alta velocità o il nucleare che saranno a regime tra 10-15 anni e nel mentre vivremo nell’emergenza (che tra l’altro è sempre un gran bel business) per questo breve lasso di tempo.

Ma dove sta sto voto utile?

SENZA PAROLE.

Purtroppo le parole ci sono, e ci sono pure i sottotitoli per i non capenti (che poi sono gli elettori del Silvio nazionale).

Solo per veri uomini. Non sto scherzando. Nuoce gravemente alla salute. L’esposizione prolungata (oltre la seconda strofa) può causare vomito, diarrea, prolasso intestinale, gonorrea, piattole, eczemi, herpes duplex, atti di autolesionismo, inspiegabile necessità a profferir bestemmie inaudite.

Non adatto ai bambini e alle persone abili al voto.